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giovedì 29 Luglio 2021

Lavori di messa in sicurezza nei rii di Santa Marta, San Sebastiano e San Girolamo: un milione e 285 mila euro

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Il commissario delegato all’emergenza per l’acqua alta e sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha firmato oggi il decreto con il quale si approva la messa in sicurezza dei muri di sponda lesionati in rio di Santa Marta, in rio San Sebastiano e in rio di San Girolamo. Un progetto che ha un valore complessivo di 1.285.305,27 euro, finanziati grazie ad un’integrazione del finanziamento autorizzata dalla presidenza del Consiglio dei ministri, dipartimento della protezione civile, e che riguarda l’attuazione di opere infrastrutturali.

Il primo dei tre interventi previsti riguarda Santa Croce, rio di Santa Marta dove si procederà al ripristino del muro di sponda che insiste sul fronte del carcere di Santa Maria Maggiore. Nel primo tratto e sotto il ponte del Campo di Marte, con l’ausilio di operatori subacquei, si provvederà al risanamento e consolidamento del paramento murario di sponda in umido, mentre per la parte sopra il livello dell’acqua si interverrà in modo tradizionale. Per gli altri tratti di muro di sponda che si sviluppano lungo il rio di Santa Marta si prevede invece di intervenire con la messa in asciutto del paramento mediante l’impiego di casseri longitudinali: a seguito di un iniziale getto di cordolo anti-scalzamento posato su palancole metalliche, saranno eseguiti interventi, iniezioni, ripristino scarichi, scarnitura e stillatura giunti e ripristino degli elementi in pietra crollati.

Si procederà poi a Dorsoduro, rio San Sebastiano, dove si prevede di intervenire sul muro di sponda compreso tra rio dei Carmini e il ponte San Sebastiano. In questo caso si provvederà all’esecuzione di interventi di ripristino di cedimenti e voragini. Infine si passerà a Cannaregio, rio di San Girolamo, dove il muro di sponda presenta evidenti segni di cedimento. La situazione appare essere l’evoluzione del peggioramento di uno scavernamento al piede dovuto alle maree eccezionali che si sono susseguite dal novembre 2019. Dapprima si interverrà con la messa in asciutto del rio e solo successivamente si provvederà alla demolizione degli elementi ceduti, ormai non più recuperabili, con la ricostruzione dell’intero angolo del muro.

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