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Il giorno dopo Venezia – Inter è ancora viva l’eco della violenza sfociata nell’aggressione al tifoso nerazzurro che ha avuto l’unica colpa di indossare una sciarpa della sua squadra. L’episodio è avvenuto a metà via Garibaldi, dove domenica dalle 12 era in corso il consueto raduno pre-partita dei tifosi del Venezia organizzato dal bar che è storico ritrovo dei tifosi arancioneroverdi.
Scrive il quotidiano Il Gazzettino: davanti al bar “Do Ombre”, ritrovo storico dei tifosi lagunari, un gruppo di circa quattro persone individua un tifoso nerazzurro, in compagnia della fidanzata. Al collo porta i colori dell’Inter. «Togliti quella sciarpa», gli intimano minacciosi. Il ragazzo, L.V., 29 anni, si rifiuta. Scatta l’aggressione. Uno dei veneziani si sfila la cintura, la impugna in modo da usare la fibbia di metallo come arma. Colpisce L.V. al volto e alla testa. Il ragazzo sanguina e cade a terra.
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Il quotidiano veneziano prosegue poi con il racconto di una testimone che ha girato un video degli ultras che accendono fumogeni e ha scattato le foto del tifoso ferito a terra: «Ci saranno stati una trentina di tifosi del Venezia davanti a quel locale, da aver paura. Quando sono arrivati polizia e carabinieri sono rimasti in disparte a tenerli d’occhio finché non sono arrivati i rinforzi, perché erano troppi. Hanno aggredito quel povero ragazzo in una maniera selvaggia, violenta e gratuita. Lui poi ha reagito in modo molto tranquillo, non li ha provocati in nessun modo».
Il 29enne è poi stato portato all’ospedale dove gli sono stati applicati punti di sutura alla ferita provocata dalla fibbia della cintura. E’ uscito con otto giorni di prognosi. Intanto, proseguono le indagini per identificare i responsabili dell’aggressione e importanti indizi potrebbero arrivare dai filmati delle telecamere che sono numerose nella zona. Secondo le prime informazioni non si sarebbe trattato di un’azione di gruppo, bensì dell’ “iniziativa” personale di 3-4 “ultras” veneziani.
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