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lunedì 26 Luglio 2021

La studentessa bendata e la bimba da consolare

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La studentessa bendata e la bimba da consolare. Emozioni dalla scuola dei nostri giorni.

Malessere.
A distanza, una professoressa interroga una studentessa di quindici anni che frequenta un liceo di Verona e pretende che la ragazza si bendi gli occhi con una sciarpa.
Sia mai che avesse intenzione di leggere le risposte da qualche parte.
Ora gli accertamenti di rito, dopo che la Rete degli studenti ha denunciato l’accaduto: pare che essere interrogati bendati, altro non sia, secondo i dirigenti Miur, che ‘un eccesso di zelo’, frutto della difficoltà del momento di espletare le verifiche di fine anno.
Ognuno di noi provi a spiegare qualcosa a qualcuno con gli occhi bendati da una sciarpa: la parola inceppa, le frasi escono dal buio e l’umiliazione apre la porta, prima alla meschinità subita, e poi al malessere quando la fiducia ferita crolla davanti alla verifica della malignità.

Benessere.
Meno male che il benessere si mostra e ci conforta in una scuola di Mestre.
Una bambina ha perso il papà a causa del Covid. Le compagne e i compagni al suo ritorno in classe fanno a gara per dimostrarle il loro affetto.
Le fanno dono di disegni colorati, arcobaleni e fiori, cuoricini e lettere. Soprattutto letterine e parole che riescono a farla sorridere.
Abbracci e regalini, una penna, un cioccolatino, mani strette alle sue, la bambina respira la tensione al bene che la circonda e che si fa largo per alleviare il suo dolore.

Un benessere commosso ci assale e si posa lieve sulle incognite della vita.
Andreina Corso

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