Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
La storia dell’USS Scorpion (SSN-589) della Marina degli Stati Uniti è la storia di un sottomarino atomico di cui non si seppe più nulla. Il sottomarino nucleare d’attacco della classe Skipjack fu ufficialmente dichiarato disperso e si presume sia affondato il 22 maggio 1968.
L’ USS Scorpion fu costruito presso i cantieri navali di Groton, Connecticut, e fu commissionato nella Marina degli Stati Uniti nel 1960. Era destinato a missioni di pattugliamento e sorveglianza, inclusi compiti di spionaggio durante la Guerra Fredda.
L’ USS Scorpion partì l’ultima volta dalla base navale di Norfolk, Virginia, nel febbraio 1968 per una missione di sei mesi nell’Atlantico. Il 21 maggio avvenne l’ultimo contatto radio, poi non si seppe più nulla.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Il sottomarino USS Scorpion (SSN-589) scivolava silenzioso sotto la superficie dell’oceano Atlantico, un predatore invisibile degli abissi. Varato nel 1960, era un colosso d’acciaio che portava in giro il massimo della tecnologia nucleare e della potenza navale americana. Con i suoi 76 metri di lunghezza e una velocità subacquea di oltre 30 nodi, lo Scorpion era progettato per missioni di pattugliamento e sorveglianza dei mari durante i giorni turbolenti della Guerra Fredda.
Nel febbraio del 1968, l’USS Scorpion partì dalla base navale di Norfolk, in Virginia, per quella che doveva essere una missione di routine di sei mesi nell’Atlantico. A bordo vi erano 99 uomini, un equipaggio esperto e addestrato a vivere e operare in condizioni estreme. Durante la missione, il sottomarino avrebbe dovuto monitorare le attività navali sovietiche e raccogliere informazioni cruciali per la sicurezza nazionale. Il 21 maggio 1968, il sottomarino trasmise il suo ultimo messaggio radio. Stava rientrando a Norfolk, il viaggio di ritorno era quasi concluso. Il 27 maggio, quando il sottomarino non arrivò al porto come previsto, l’allarme scattò immediatamente.
La notizia della scomparsa del Scorpion si diffuse rapidamente. La Marina degli Stati Uniti avviò una vasta operazione di ricerca, mobilitando navi, aerei e sottomarini nella speranza di ritrovare il loro mezzo perduto. Giorno dopo giorno, l’angoscia cresceva mentre i tentativi di contattare il sottomarino restavano senza risposta. Il tempo passava e la speranza iniziava a svanire.
In ottobre 1968, dopo mesi di ricerche infruttuose, una squadra di ricerca trovò il relitto del USS Scorpion nel Mar dei Sargassi, a sud-ovest delle Azzorre. A una profondità di circa 3.000 metri, il sottomarino giaceva spezzato in due parti, un monumento silenzioso alla potenza e alla fragilità della tecnologia umana al tempo stesso. L’analisi delle immagini del relitto non fornì risposte chiare. Il sottomarino era stato devastato, ma le cause precise dell’affondamento rimanevano un enigma.
Le indagini successive tentarono di svelare il mistero del Scorpion. Diverse teorie furono avanzate: un malfunzionamento tecnico, un errore umano, o forse l’esplosione di uno dei suoi siluri. Alcuni suggerirono persino la possibilità di un’azione nemica, ipotizzando un confronto segreto nelle gelide profondità oceaniche. Tuttavia, nessuna prova definitiva emerse, lasciando il destino del Scorpion avvolto nel mistero.
Il USS Scorpion, con il suo equipaggio di 99 uomini coraggiosi, riposa ora nelle fredde acque dell’oceano. La sua storia, con le sue risposte, giace in fondo al mare e, nonostante negli anni siano state avanzate anche le ipotesi più fantasiose, come quella della piovra gigante che ha spezzato in due lo scafo, nessuno ha capito che cosa possa essergli successo.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google