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È atteso in queste oore il rientro incontrollato nell’atmosfera terrestre della sonda sovietica Kosmos 482, lanciata nel lontano 1972 con l’obiettivo di esplorare Venere. La missione fallì quasi subito, e il veicolo spaziale rimase intrappolato in orbita attorno alla Terra per oltre mezzo secolo. Ora, dopo 53 anni, il suo viaggio sembra arrivato alla conclusione.
Secondo le ultime previsioni elaborate dall’esperto olandese Marco Langbroek, basate sui dati forniti dalla stazione SatTrackCam di Leida, il rientro dovrebbe avvenire intorno alle 8:39 di sabato 11 maggio (ora italiana), con un margine di incertezza stimato in circa 90 minuti. Una stima leggermente diversa è stata fornita dagli analisti dell’Aerospace Corporation negli Stati Uniti, che collocano il possibile rientro alle 8:12 italiane, ma con una finestra di incertezza decisamente più ampia, pari a tre ore in più o in meno.
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Ancora ignota e altamente variabile, invece, la zona del globo in cui la sonda potrebbe cadere. Questo perché l’orbita bassa e irregolare della Kosmos 482 rende estremamente difficile prevedere con precisione il punto d’impatto fino a poche ore prima dell’evento.
L’aspetto più preoccupante riguarda la possibilità che alcuni frammenti del veicolo possano sopravvivere al violento attrito con l’atmosfera. La sonda, infatti, ha un diametro di circa un metro e una massa che sfiora i 500 chilogrammi. Inoltre, è protetta da un robusto guscio di titanio, progettato originariamente per resistere alle estreme condizioni dell’atmosfera venusiana: una protezione che potrebbe ora consentirle di superare quasi indenne il rientro sulla Terra.
Le autorità aerospaziali e i centri di monitoraggio globali stanno seguendo la situazione con attenzione, pronti a fornire aggiornamenti in tempo reale qualora emergano elementi più precisi sulla traiettoria finale e sull’eventuale zona di caduta.
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