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Per i “Commenti dei Lettori”, in riferimento alla Lettera al Giornale: “Niente più maremoto in Canal Grande… ma come abbiamo potuto tollerare quel degrado?”.
Concordo in pieno sulla lettera. Anche riguardo ai commenti “critici” degli altri lettori, vorrei aggiungere alcune considerazioni. Sono rimasto anch’io colpito dal fatto che il moto ondoso è calato. Può essere anche l’effetto del fatto che molti veneziani sono “in vacanza” fuori e il turismo in agosto non è elevato.
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Scopri come fare
Dovrebbe essere istituito un monitoraggio “scientifico” del moto ondoso, non so se ci sia già. E’ noto che l’energia spesa da un natante cresce molto con la sua velocità, in misura non lineare. Ovvero, raddoppiando la velocità l’energia spesa non raddoppia, ma magari decuplica. Tutta energia che va a muovere acqua.
Per vedere come era Venezia agli albori della motorizzazione basta guardare un bellissimo documentario tedesco del 1938, che mostra la quantità di barche a remi che affollava il Canal Grande, soprattutto in zona stazione, e il Bacino di San Marco. Molto suggestivo e poetico. All’epoca Venezia contava 200.000 abitanti, nessuno moriva di fame, anzi. Il mercato di Rialto era bellissimo, e prosperava di merci recate con barche a remi.
Fino al 1960 una peata a remi, con due vogatori, portava il carbone da Mestre al Lido, dove la vedevo arrivare sotto casa mia. Ebbene, si dirà, non possiamo certo tornare a questo! Sono d’accordo. Se la riduzione di velocità influirà sul trasporto merci, ci sarà un aumento di costi. Un fatto a mio avviso comunque sopportabile a fronte della riduzione del danno. Non sono forse i cittadini a pagare comunque lo sconquasso delle rive?
I Taxi acquei si dovranno adattare: il loro servizio non è essenziale. Aumenteranno un po’ le tariffe a fronte di meno corse. Paga il turista. Ci metteranno un po’ di più nella tratta urbana. Ciò avviene in qualsiasi centro storico. I ragazzini coi barchini si possono sfogare in altre parti della laguna. Già sfrecciano lungo la riva del Lido, lato laguna. Lì, a parte purtroppo il pericolo (che fa parte della vita di ogni adolescente motociclista, come sono stato io) fanno meno danni. Potrebbero utilmente sfogarsi anche in mare, sfidando le onde! A maggior ragione i motoscafi degli adulti.
Ci sono poi anche soluzioni tecniche da studiare. Ad esempio, la svedese Candela commercializza aliscafi elettrici per il trasporto litoraneo che stanno avendo un buon successo. Impatto ondoso ridottissimo. Certo non andrebbe comunque bene in bacino, ma magari in alcune tratte potrebbe essere studiata. Si possono studiare carene migliori. Eccetera.
Senza fossilizzarsi su un trasporto a motore prepotente e senza regole.
Massimo Falchetta
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mooolto meno turismo paccottiglia
Non condivido l’idea di “spostare” semplicemente il problema dei barchini lontano dal centro: sembra quasi voler proteggere solo il “salotto buono” lasciando il resto della laguna in secondo piano. Credo che i costi aggiuntivi sul trasporto merci finirebbero per ricadere su tutti, e questo mi pare ingiusto, soprattutto se legato alla volontà di pochi di privilegiare la voga a remi. Sarebbe più utile trovare soluzioni che tengano insieme tutela dell’ambiente, sicurezza e sostenibilità economica per tutti.
Concordo pienamente…..