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La pandemia non è finita: gli ultimi dati mostrano che circa tre studenti su 100, con maggior intensità nelle aree meridionali, devono sottostare alla didattica a distanza.
In generale, nell’ultima settimana si è registrato un aumento del numero dei casi Covid segnalati, ma il numero delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in terapia intensiva continua a diminuire.
In discesa anche il numero settimanale di decessi.
Gli osservatori sottolineano però che ricoveri e decessi sono gli ultimi due indicatori eventualmente a salire dopo un rialzo dei contagi.
L’Istituto superiore di sanità (Iss) nel bilancio contenuto nel report esteso, che integra il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, mette in guardia sul tasso di incidenza nella fascia 10-19 anni, dove si registra il più alto tasso a 14 giorni con 1.695 casi per 100mila abitanti, mentre tra 70-79 anni il valore più basso, 556 casi per 100mila abitanti.
E il bollettino quotidiano del ministero della Salute rispecchia questo andamento, tra nuovi casi e ospedalizzazioni, con 74.024 nuovi contagi da Covid nelle ultime 24 ore, poco meno dei 76.250 di ieri e con 85 vittime (ieri erano state 165), per un totale da inizio pandemia che sale a 157.692.
Stabile sostanzialmente il tasso di positività.
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Scopri come fare
Intanto si avvicina il 31 marzo, stop allo stato di emergenza, anche la pandemia non è terminata, ribadiscono gli esperti e, anzi, si registra una “alta circolazione del virus”, come hanno riferito ieri il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, commentando il monitoraggio, e il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro che ha parlato di una proiezione dell’indice di trasmissibilità Rt a 1,24, verso la soglia epidemica.
La raccomandazione è di mantenere ancora comportamenti corretti anche se l’Italia si prepara a diventare tutta bianca per fine mese (ora in area gialla è rimasta solo la Sardegna) e si avvia ad allentare le misure, dalla mascherina al chiuso al super green pass.
Misure anti-Covid che si possono “rimodulare”, restrizioni da reintrodurre qualora muti il quadro epidemiologico. Così il presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro, delinea la nuova fase di convivenza con il virus dopo la fine dello stato di emergenza sanitaria.
“Il percorso di rilascio è fatto con cautela e progressività”, afferma in un’intervista a ‘La Repubblica’. “È importante anche continuare a monitorare l’andamento dell’epidemia, per vedere come evolve – prosegue il portavoce del Comitato tecnico scientifico – perché la rimodulazione delle misure deve tener conto degli andamenti”.
Brusaferro sottolinea che “è importante proseguire il monitoraggio” dei contagi. “Stiamo affrontando una fase pandemica nuova, ci sono varianti da tenere sotto controllo e il virus continua a circolare. Dobbiamo imparare a conviverci”, dice l’esperto, per il quale occorre “essere tempestivi” ad agire “se emergono nuove situazioni che richiedono interventi”.
Continua invece a ribadire l’utilità delle mascherine al chiuso, il consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, per il quale queste andrebbero tenute “almeno fino a giugno”. Intervistato da ‘Il Messaggero’, l’igienista della Statale di Milano sostiene che “già a maggio ci troveremo a fronteggiare un momento delicato, perché con l’eliminazione delle mascherine anche al chiuso e la liberalizzazione dei comportamenti è probabile che una risalita dei contagi ci sarà”.
L’aumento delle infezioni potrebbe verificarsi “nei mesi estivi turistici”, avverte Ricciardi, che spiega: “Se togli le mascherine a maggio, ci sarà una risalita il cui picco è prevedibile proprio tra giugno e luglio”. Dopotutto, Omicron 2 “è più contagiosa”. Ora il Sars-Cov-2 “ha una contagiosità paragonabile a quella del morbillo e ogni persona ne contagia 15 o 16”, spiega l’esperto. E dunque “dobbiamo essere pronti a reintrodurre alcune delle restrizioni anti-Covid in caso di necessità”, mette in guardia il consulente del ministro della Salute Speranza.
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