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La Musica Trap: cos’è? Cosa rappresenta? Perché è ritenuta “sconveniente”?

La mia generazione, cresciuta tra gli schemi di melodie e controcanti “scientificamente calibrati” delle canzoni dei Beatles, con deviazioni che “aprivano la mente” generate da Pink Floyd e dalle band rock anni 70, non può conoscere la musica Trap, ma dato che questo genere batte tutti i record delle attuali classifiche, che tutti i concerti […]

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La mia generazione, cresciuta tra gli schemi di melodie e controcanti “scientificamente calibrati” delle canzoni dei Beatles, con deviazioni che “aprivano la mente” generate da Pink Floyd e dalle band rock anni 70, non può conoscere la musica Trap, ma dato che questo genere batte tutti i record delle attuali classifiche, che tutti i concerti ne registrano i sold-out, e soprattutto dato che mia nipote non ascolta altro, dovrebbe essere obbligatorio fare un passo in quella direzione per capire, almeno, di cosa parlano.

La chiamano, a volte, “sociologia delle periferie”. Spesso è associata al degrado di contesti ai margini. La musica trap, sottogenere dell’hip hop, è diventata una delle forme musicali più influenti degli ultimi anni. Nata negli Stati Uniti alla fine degli anni ’90, si è sviluppata principalmente nel sud del Paese e ha rapidamente conquistato tutto il mondo, tra cui l’Italia, dove ha trovato terreno fertile per crescere e trasformarsi in una delle correnti musicali più seguite. Esploriamo le origini del genere, come si esprime musicalmente e perché è considerato spesso controverso, con uno sguardo particolare alla scena italiana.

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Struttura musicale: basi ritmiche e melodie caratteristiche
Dal punto di vista musicale, la trap si distingue per la sua struttura ritmica costruita attorno agli 808, suoni di batteria elettronici della Roland TR-808, che creano bassi profondi e pulsanti. Questi sono accompagnati da hi-hat veloci e sincopati, che rendono i ritmi dinamici e spezzati. Le melodie tendono a essere minimali e ripetitive, spesso basate su loop di sintetizzatori o campionamenti vocali che creano atmosfere cupe e ossessive.

Nella trap italiana, come nel resto del mondo, la combinazione tra ritmiche potenti e melodie ipnotiche crea un suono capace di coinvolgere l’ascoltatore, trasportandolo in una dimensione urbana, a volte malinconica, a volte più aggressiva.

Origini della trap in Italia
La trap arriva in Italia intorno alla metà degli anni 2010, grazie all’influenza della scena americana. Il rap italiano aveva già una forte tradizione, con artisti come Fabri Fibra, Club Dogo e Marracash che, negli anni 2000, avevano portato alla ribalta il rap più “classico” o “conscious”. Tuttavia, la trap ha introdotto un’estetica nuova, più incentrata su ritmi serrati, autotune e testi meno politici, più focalizzati su status sociale, edonismo e rivalsa personale.

Tra gli interpreti della trap italiana ci sono Sfera Ebbasta e Ghali. Sfera Ebbasta, insieme al produttore Charlie Charles, ha aperto la strada con brani come XDVR (2015), un album che ha segnato l’inizio di una nuova era per il rap italiano. Questo disco unisce influenze trap americane a una narrazione che esplora la vita di periferia, il disagio sociale, ma anche la voglia di emergere.

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Ghali, di origini tunisine e cresciuto a Milano, è un altro dei primi artisti italiani ad abbracciare la trap. La sua musica è caratterizzata da sonorità più leggere e melodiche rispetto a quelle di Sfera Ebbasta, ma comunque saldamente ancorate alla struttura trap. Brani come Ninna Nanna e Happy Days hanno portato il genere nelle case di milioni di italiani, creando un ponte tra il rap tradizionale e un nuovo pubblico più giovane e variegato.

Artisti trap italiani oggi
Oggi la trap in Italia è uno dei generi più seguiti, dominando le classifiche e i social media. Sfera Ebbasta è probabilmente il nome più affermato, con album come Rockstar (2018) e Famoso (2020) che lo hanno reso un’icona del genere a livello internazionale. Il suo stile fonde testi provocatori e ritmi accattivanti, mentre la sua immagine esprime un mix di edonismo e lusso ostentato, caratteristica tipica della trap.

Accanto a Sfera, ci sono altri artisti di grande successo come Capo Plaza, che con il suo album 20 (2018) ha consolidato la sua posizione come uno dei principali interpreti della trap italiana. I suoi testi parlano di strada, soldi e successo, riflettendo la tipica narrativa trap della rivalsa sociale e del “farcela contro tutto e tutti”. Lazza, altro nome di spicco, unisce una solida base rap con l’abilità di passare a sonorità trap, come dimostrato nell’album Re Mida (2019) e nella sua più recente evoluzione musicale che fonde trap, rap e sonorità pop.

Un altro protagonista della scena trap italiana è Tedua, noto per il suo stile unico e per aver mescolato sonorità trap a testi più poetici e riflessivi. Anche Dark Polo Gang, collettivo romano, ha contribuito alla popolarità della trap in Italia con il loro stile irriverente e provocatorio.

Controversie e critiche
La trap italiana, come quella americana, è spesso al centro di polemiche. I testi, incentrati su temi come il denaro facile, il consumo di droghe, la violenza e la vita di strada, quando non – addirittura – violenza sulle donne, sono stati accusati di promuovere modelli di comportamento negativi, specialmente tra i più giovani. Artisti come Sfera Ebbasta sono stati criticati per l’uso di immagini edonistiche e materialistiche, e per la presunta glorificazione di stili di vita pericolosi.

La tragedia di Corinaldo (2018), in cui persero la vita sei persone in una discoteca prima di un concerto di Sfera Ebbasta, ha acceso il dibattito sulla responsabilità degli artisti nei confronti dei loro fan, specialmente in relazione ai messaggi che veicolano. Tuttavia, molti difensori della trap sostengono che si tratta di un ritratto autentico della realtà urbana e della condizione giovanile in contesti di marginalità, e che la musica rappresenti una valvola di sfogo piuttosto che un’incitazione a comportamenti scorretti.

La trap, sia in Italia che nel resto del mondo, è un fenomeno che ha saputo trasformare la cultura musicale contemporanea, parlando direttamente a una generazione giovane, urbana e digitale. Tra sonorità potenti e testi spesso controversi, la trap si pone al confine tra provocazione e realtà, portando sotto i riflettori tematiche scottanti e un’estetica che non passa inosservata. Nonostante le critiche, rimane uno dei generi più seguiti soprattutto da giovani e giovanissimi, confermandosi come una delle voci più autentiche della scena musicale odierna.

Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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