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giovedì 04 Marzo 2021
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Juventus felice e vincente. Le rivali? Imbarazzanti

Juventus felice e vincente. Le rivali? Imbarazzanti

Juventus felice e vincente. Giustamente i suoi tifosi gioiscono e il resto del paese piange, oramai in patria Allegri e la sua squadra non ha più nulla da dimostrare; conta l’Europa, è lì che bisogna tornare a fare la differenza.

Il Napoli, la Fiorentina, la Roma e l’Inter si sono squagliate come neve al sole, una dopo l’altra. Cosa dovranno fare per la prossima stagione? Come potranno sopperire alle differenze così imbarazzanti? Il fattore economico è certamente uno degli aspetti da cambiare. Servono investimenti non solo ingenti ma soprattutto mirati.

La squadra del presidente De Laurentis ad esempio, deve trovare una alternativa a Higuain, purtroppo se lui non segna non lo fa nessuno. La Roma deve uscire assolutamente dall’equivoco Totti, sostengo da tempo che i giallorossi ne siano schiavi e quando lascerà la squadra, non potrà che essere un bene. Forse così Luciano Spalletti potrà lavorare in pace.

I Viola dopo l’entusiasmo iniziale, il bel gioco e addirittura il primo posto, hanno dovuto scontrarsi con la realtà dei risultati. Alla fine quelli che contano davvero e che spingeranno i Della Valle probabilmente al cambio d’allenatore. I nomi di Maran e Pioli sono quelli che cominciano a girare ma è presto per dare certezze.

La Fiorentina occupa la posizione che la rosa merita, anche l’addio di Giuseppe Rossi è stato davvero assurdo. Liberarsi di uno dei giocatori italiani più talentuosi, è stato un peccato mortale. La squadra ha bisogno di una vera campagna di rafforzamento se vuole competere per grandi risultati.

L’Inter di Mancini è un mistero, composta da giocatori espressamente richiesti dall’allenatore, ha visto perdere terreno con l’andare del tempo. Anche i primi risultati, basati principalmente sulla solidità difensiva, dimostravano più la fortuna che un vero gioco.
Bisognerà capire quanta voglia di investire avrà Thohir che, per l’ennesima volta rischia di ritrovarsi fuori dalla Champions League. Se fossi nella dirigenza, rifletterei se puntare ancora sull’allenatore; capisco l’amore della piazza per i risultati del passato del Mancio ma la realtà di oggi è ben diversa.

Una analisi a parte la merita il Milan, il delirio ormai regna nella dirigenza rossonera. Vista la partita di Verona, viene da complimentarsi con Sinisa Mihajlovic per aver raggiunto cinquanta punti.
Siamo di fronte a una squadra imbarazzante sotto tutti i punti di vista che come il povero Christian Brocchi (chi te lo ha fatto fare?), ha sottolineato pensa più al ristorante che al giocare.

Il Presidente Berlusconi deve decidere cosa fare dopo la farsa di Miste Bee, ora sembra si sia fatto avanti l’omo più ricco di Cina. Se fosse vero, vendere immediatamente! Se lo augurano da anni i tifosi rossoneri e se davvero la famiglia Berlusconi vuole bene al Milan, si farebbe da parte. I fasti di una volta non sono più possibili.

Oltre allo scudetto juventino, un altro verdetto è arrivato dal campo: la retrocessione matematica dell’Hellas Verona.
La squadra, prima con Mandorlini e poi con Del Neri, non ha mai abbandonato l’ultimo posto in classifica ed è grave che la dirigenza si ostini (almeno pubblicamente) a parlare di sola sfortuna.

Nel Verona gli errori sono stati tanti, in primis non capire che il ciclo dell’allenatore ravennate era finito l’anno scorso. Che Luca Toni non avrebbe mai potuto ripetersi ancora e soprattutto non aver rinforzato la difesa colabrodo dell’anno precedente.

Inquietante anche il mercato di gennaio, dove il mister di Aquileia chiedeva difensori italiani e pronti a giocare; è arrivato invece la scommessa brasiliana Samir e poco altro utile alla causa. Non si può davvero recriminare, l’Hellas Verona è stata davvero la formazione più scarsa del campionato.

Per ripartire servirebbe un reset totale, a partire dalla dirigenza che ha fallito sotto ogni punto di vista. Invece il presidente Maurizio Setti invece a parole ha confermato il direttore sportivo Bigon, e ciò non sembra un buon inizio.

Mattia Cagalli | 28/04/2016 | (Photo d’archive) | [cod hellas]

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