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Judith Romanello e il video del ristoratore: "Veneti razzisti, veneziani rubano soldi ai turisti"

Judith Romanello e la sua disavventura con il ristoratore razzista (il video qui sotto): pareri discordi (e spesso avvelenati) sul fatto, e una giornalista dice che tutto è inventato: “Brugnaro avrebbe potuto aspettare prima di scusarsi a nome della città”.

Judith Romanello e il suo video del ristoratore razzista hanno raggiunto livelli altissimi di popolarità. Prima di tutto sul web, dove tutto è nato e dove i cerchi nello stagno si allargano a dismisura quando si tira un sasso. Poi a livello nazionale, dato che diverse testate hanno ripreso il caso (senza fare adeguati riscontri, come vedremo più sotto) per il gusto di fare il titolone a sfondo discriminatorio: “Italiani, razzisti…” oppure “Veneziani (o Veneti) razzisti…” dato che si tratta di casistica che fa sempre tanti lettori.

Judith Romanello e il suo caso del ristoratore razzista hanno raggiunto livelli altissimi di popolarità, dicevamo, ma non è colpa sua. E’ solo una ragazza che ha raccontato una vicenda antipatica con le modalità di comunicazione che si usano oggi: ha fatto un video su Facebook. Non ha senso attaccarla, come molti stanno facendo in rete, perché il suo profilo è zeppo di foto in pose pseudo-sexy, o perché è giovane e bella e ama i selfie. Non è certo una colpa e non basta questo per dire che il suo racconto non sia vero.

Ha ragione quella quota di webnauti che la sta difendendo, hanno ragione i suoi amici a difenderla, ha avuto ragione il sindaco Brugnaro a scusarsi e ad invitarla alla “Prima” della Reyer: in dubio pro reo (nel dubbio a favore dell’imputato).

A meno che non si sia inventata tutto.

Racconta Judith: “Ho letto un annuncio su Subito.it e ho contattato questo ristoratore per chiedergli se potevamo vederci. Lui ha acconsentito e ci siamo dati appuntamento. Quando sono arrivata mi ha guardata e mi ha detto “non voglio persone di colore perché ai miei clienti potrebbe far schifo che tu tocchi i loro piatti e non va tanto neanche a me”. Poi se n’è andato. Io sono rimasta basita”.

In diversi hanno cominciato a ritenere la storiella fantasiosa e non realmente accaduta. E allora qui non bisogna discutere di chiacchiere o di pareri, ma bisogna cominciare a cercare riscontri, come quando si usa fare quando si studia un caso diligentemente, che sia giornalistico, giudiziario o “sociale”.

Judith, ventenne di Spinea di origini haitiane, si sarebbe presentata al colloquio e il ristoratore le avrebbe detto quella frase infelice.
Ma lei dovrebbe poter ricordare il nome del ristoratore o del ristorante? A meno che l’uomo non abbia mancato di presentarsi, sia di persona che al telefono.

La ragazza afferma di aver contattato l’uomo dopo aver visto un suo annuncio su Subito.it per la ricerca di lavoro.
Ma, oltre al fatto che l’annuncio non avrebbe riportato il nome del locale, anche il fatto che di detto annuncio non vi sia traccia sul sito potrebbe essere un fatto anomalo? A meno che il ristoratore non l’abbia cancellato dopo il colloquio o dopo il sorgere delle prime polemiche.

La giovane, avendo contattato telefonicamente l’uomo, dovrebbe poter risalire al presunto razzista avendo il numero composto nelle chiamate inviate del suo cellulare o del locale che potrebbe aver chiamato. Judith invece dice che il numero “Si è cancellato…”. Possibile? Sì, possibile, ma decisamente poco frequente, a meno che uno non abbia regolarmente questa abitudine di cancellare i numeri dal registro del telefono. Come fanno gli uomini o le donne che hanno un’amante, ad esempio. Persone, quindi, che hanno qualcosa da nascondere.

Agatha Christie insegnava: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova», ma comunque bisogna andare piano con i giudizi. Primo perché la ragazza va ritenuta in buonafede e onesta fino a prova contraria, poi per i risvolti “sociali” che il caso può provocare. Reazioni accalorate possono accendere ancora di più il clima che si respira attorno ad un tema così delicato.

Esempi? Questo il primo commento di tale Juniorkelly al video di Judith appena postato: “I veneti sono così purtroppo… Razzisti, ignoranti e cafoni. I veneziani e trevigiani ancora di più… (andate a Venezia per vedere come sono da quelle parti… pensano solo a come rubare i soldi ai turisti). Massima solidarietà a questa ragazza italiana che parla la lingua italiana molto meglio del 99,99999% della popolazione veneta ;)! “

Ieri sera la giovane è stata ospite di Stasera Italia su Rete 4 e quelli di voi che hanno potuto seguire la trasmissione si saranno fatti la loro propria opinione. Per completezza, però, dobbiamo riportare un post di Laura Tecce, apprezzata giornalista di Libero.

“Già ieri avevo scritto che non avendo fornito né il nome del ristorante né quello del ristoratore la testimonianza della ragazza poteva dare adito quantomeno a qualche dubbio. Ebbene, la ragazza che – ricordiamolo – ha detto in un video postato su fb e ripreso senza verificare e con intento apologetico da tutti i giornali e le tv nazionali, che siamo in Italia e questi episodi di razzismo sono frequenti, non ha più neanche il numero di cellulare del presunto ristoratore incontrato sul Ponte delle Guglie e contattato tramite annuncio su Subito.it”.

“Dice che L’ I-phone”, continua la Tecce, “ha cancellato automaticamente il numero. Un numero composto il 1 ottobre. Non so voi ma io ho nella sezione “registro chiamate” ho persino i numeri di giugno. Ho fatto anche altro: ho vagliato gli annunci su Subito.it di quel giorno in cui si cercava una cameriera, ebbene ce n’è solo uno, un ristorante giapponese ma Judith non ha parlato di ristorante giapponese. Non ha saputo dare spiegazioni su che tipo di ristorante fosse. Traete le vostre conclusioni: io da giornalista le ho tratte, senza prove e senza possibilità di verifica per me la notizia non andava pubblicata e potrebbe essere falsa.

“Nell’ottobre 2017 la ragazza, sempre su Facebook, denunciò di essere stata stuprata. Chiamerò oggi i carabinieri e la polizia di Spinea per sapere se è stata fatta denuncia o anche in quel caso si è trattato di parole in libertà senza riscontri effettivi”, aggiunge Tecce. “Un’ultima cosa: lo chef La Mantia oggi alle 13.30 farà delle selezioni per trovare personale presso il suo nuovo ristorante a Venezia, ha invitato la ragazza a presentarsi. Vediamo se veramente vuole e ha bisogno di lavorare. Il sindaco Luigi Brugnaro, forse prima di scusarsi a nome della città di Venezia avrebbe potuto approfondire e verificare la notizia come ho fatto io. Se la notizia fosse una montatura credo che debba scusarsi lui con i suoi concittadini”.

Judith Romanello, il video:

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Secondo me è una bufala….attendo le vostre verifiche sulla storia dello stupro….ne risultasse ancora un evento senza prove….che non ha né capo ne coda….beh, in questo caso vado io di persona a fare quattro chiacchiere con judith….ci sono donne veramente stuprate, donne veramente ferite da atteggiamenti razzisti….se ha inventato tutto, e ci sono le prove, lei deve solo vergognarsi e farsi fare una perizia psichiatrica…..ma cosa crede di fare o di essere?????

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