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Una piccola vita, usata come strumento di pietà, è tornata a essere semplicemente ciò che doveva essere: un cane libero, libero di essere amato ma soprattutto libero. È la storia – purtroppo solo una delle tante – del cagnolino salvato nei giorni scorsi dai volontari dopo essere stato costretto a mendicare accanto a un uomo che lo sfruttava per impietosire i passanti per avere elemosine.
La scena, immortalata in una foto che ha fatto il giro dei social, mostrava un animale stremato, accovacciato sotto il sole, con lo sguardo spento di chi ha perso fiducia nel mondo. Ma dietro quello sguardo, per fortuna, c’erano occhi umani pronti a vedere.
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Scopri come fare
I volontari di un’associazione veneziana per la tutela degli animali – avvertiti da alcuni cittadini – sono intervenuti con discrezione e determinazione, riuscendo a mettere in salvo il piccolo. L’intervento, svolto in collaborazione con la Polizia locale, ha permesso di interrompere una delle tante pratiche crudeli che si nascondono dietro il racket delle elemosine: l’uso di animali, spesso cuccioli o femmine gravide, per suscitare compassione e ottenere denaro.
Una volta sottratto a quella vita di sfruttamento, il cane è stato accolto al Dai volontari del rifugio Enpa di Venezia San Giuliano, dove ha ricevuto cure veterinarie, cibo e – soprattutto – affetto. «All’inizio era impaurito e diffidente, ma ora comincia a fidarsi di nuovo», raccontano i volontari della struttura, che ogni giorno dedicano tempo ed energie a casi simili.
Oggi il cagnolino, ribattezzato Jardy, è in buone condizioni di salute e può essere adottato. Chi desidera offrirgli una casa e una nuova vita può contattare direttamente il Canile nei riferimenti qui sotto.
La sua storia è diventata simbolo di un problema più ampio e silenzioso. Dietro molte delle “elemosine” di strada si nasconde una rete organizzata, che sfrutta persone e animali in condizioni di degrado e sofferenza.
Ecco perché la denuncia e la sensibilità dei cittadini sono fondamentali: segnalare situazioni sospette può salvare vite. L’invito, da parte delle associazioni e del canile, è chiaro: non lasciamoci muovere solo dalla compassione, ma dall’intelligenza del cuore.
Oggi Jardy gioca di nuovo, corre e scodinzola. È un piccolo miracolo quotidiano reso possibile da chi crede ancora che la solidarietà sia verso tutte le sofferenze, non ultime quelle animali.
Il comunicato del Rifugio Enpa San Giuliano:
Jardy cerca casa. Vittima dello sfruttamento umano per raccogliere elemosine nel centro di Venezia, fortunatamente è stato salvato dall’intervento attento di alcuni cittadini con l’aiuto della polizia locale. Ora, trascorsi i tempi previsti dall’attuale normativa, è un cane libero e adottabile. Se siete interessati a conoscere Jardy inviate un messaggio Whatsapp al 329 679 99 26. Adozione possibile solo per la provincia di Venezia.
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sono stati bravissimi non sopporto piu ch si stia a guardare mentre questi animali soffrono solo per impietosire la gente un modo come un altro per far soldi
è unapratica usata dagli zingari che rapiscono questi poveri cagnetti e poi non si sa che fine faranno
In attesa della prossima vittima