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giovedì 13 Maggio 2021

Italia arancione divide: nuove regole sulle zone

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Italia arancione divide: nuove regole sulle zone.
Non piace l’idea di un’Italia tutta arancio ma occorre un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni. Questo sia per evitare i continui cambi, sia per perché le scelte vengano determinate da parametri più oggettivi, considerando la possibilità di indenizzi immediati alle singole categorie.
Il tutto senza abbassare la guardia, perché le varianti del virus corrono ed impongono delle strette mirate e immediate. Sono le richieste delle Regioni al nuovo governo Draghi:

una diga ai contagi, ma anche misure che tengano conto dell’oggettiva realtà dei casi sul territorio e delle sofferenze economiche.
Per questo, come ha sottolineato il presidente della conferenza della Regioni, Stefano Bonaccini, “è necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l’intesa del ministro della Salute”.
Ma sulla possibilità di una Italia tutta arancione, ovvero di restrizioni omogenee per l’intero territorio nazionale, si registrano dissensi.
Preoccupano però gli assembramenti che oggi, sabato 20 febbraio, complice il bel tempo, si sono visti un po’ ovunque, e proprio alla vigilia di tre nuove regioni arancio

(Campania, Emilia-Romagna e Molise che si aggiungono a Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Trento e Bolzano).
Scene di folla, strade chiuse, transenne. Nonostante l’appello dell’Iss di ieri: “state a casa”.
Sulla proposta avanzata ieri dal presidente Stefano Bonaccini concordano la Toscana, la Campania, la Lombardia, ma il vicepresidente della Conferenza Giovanni Toti, governatore ligure, ha espresso la sua contrarietà. “Il paese si aspetta di ripartire”, ha detto. E ha proposto una zona gialla nazionale.
Le Regioni vogliono un “deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica”. E il presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini sottolinea:

“Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese”.
L’altra richiesta è che “per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte”.
Davanti ad un’ipotetica Italia tutta arancio oggi ha tuonato anche il leader

della Lega Matteo Salvini. “Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive”, ha scritto su Facebook stigmatizzando “lockdown ingiustificati e generalizzati”. Il contagio però sembra non dare tregua in un Paese che in questi giorni ricorda che è trascorso un anno dai primi casi, dalle prime zone rosse di Vo’ e Codogno, simbolo di un’Italia che combatteva col virus in prima linea. A distanza di un anno i dati ora sembrano stabili, ma si tratta sempre di grandi numeri con 14.931 contagi oggi e 251 vittime. E ancora un boom di positivi in Veneto (1244) e in Lombardia (3019).

Sono proprio queste due Regioni sono nel gruppo di 10 (con Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Lazio, Sicilia, Toscana, Puglia e Liguria) dove si sono registrati l’85% dei contagi da inizio pandemia.
Le varianti corrono e impongono nuove zone rosse con la Regione Lazio che tenta di frenare l’avanzata della variante inglese che ora è vicina alla capitale: due zone di massima restrizione sono state decise a Colleferro e a Carpineto Romano e si aggiungono a Roccagorga, dove già da giorni vige la serrata. Lockdown per variante anche in un comune del Sassarese. E si registra anche il primo morto da variante brasiliana: un uomo di 67 anni deceduto all’ospedale di Chieti dopo essere rientrato dall’Umbria.

Una delle prime decisioni che dovrà prendere il governo sarà quella sullo stop della mobilità tra Regioni col decreto che scade il 25 febbraio: l’intenzione, visti i dati, è quella di prorogare il blocco almeno fino la 5 marzo quando scade il dpcm attuale che norma le misure anti Covid. Misure che qualcuno vorrebbe alleggerire: il Campidoglio per voce del neoassessore al Commercio Andrea Coia porterà al tavolo del prefetto di Roma e poi del governo la richiesta di consentire la ristorazione anche serale in fascia gialla.

Data prima pubblicazione della notizia:

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