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mercoledì 28 Luglio 2021

“Non fanno neanche il tampone per paura che gli mettano un chip”: la rivelazione di Zaia

HomeRegione Veneto"Non fanno neanche il tampone per paura che gli mettano un chip": la rivelazione di Zaia

Zaia: “C’è chi ha paura dei ‘microchip’… “.
Il presidente del Veneto è tornato a parlare oggi per un aggiornamento sulla situazione pandemica.
Tra le altre cose, Zaia ha rivelato: “Ci sono tanti che si rifiutano di sottoporsi anche al tampone, una nicchia che dichiara di aver letto su Facebook che viene introdotto un microchip con il tampone, così dopo vengono seguiti, sanno dove vai e cose del genere. Abbiano ricevuto rifiuti per questo motivo”.
“Anche a scuola, da parte di genitori. E anche per i vaccini c’è la stessa situazione: il pericolo che il liquido possa ‘identificare i comportamenti’, e così via”.
L’assurda tesi cospirazionista che fa leva su teorie complottistiche è invece in netto conflitto con la politica promossa per la salute pubblica.

E’ così è proprio il presidente del Veneto, Luca Zaia, che fa un appello ai cittadini perché si sottopongano a tamponi volontari “per monitorare la situazione e arrivare a settembre con un quadro preciso che ci potrà essere utile”.
“La bassa circolazione del virus, – ha notato Zaia – porta le persone a disertare i ‘covid point‘ per cui i dg delle Ulss venete sono stati spinti a interessare le realtà dove sono previsti maggiori assembramenti, come spiagge, sagre, concerti e altri luoghi, per allestire gazebo destinati ai tamponi”.
“Abbiamo infatti difficoltà a farli – ha rilevato – perché giustamente se uno sta bene non ci pensa, e cambia idea se ha un dubbio o ha dei sintomi. Il virus c’è, e la guardia non va mai abbassata”.
“Non a caso nelle ultime 48 ore ci sono stati 45 infettati: viste le condizioni climatiche, la vita all’aria aperta, hanno però avuto dei contatti con delle persone che hanno trasmesso il virus. Se tutto restasse così – ha precisato Zaia – vuol dire che stiamo entrando in una fase di assestamento, ma la preoccupazione che abbiamo è quella di non preparare il virus in estate e poi trovarci a un esordio preoccupante in autunno“.

“Ci sono 27 casi censiti della variante Delta in Veneto e non ci preoccupiamo che possa aumentare. I vaccini funzionano, e nei casi di persone che hanno contratto il virus vediamo che questo soggiorna e poi se ne va. Il grado di circolazione del virus è quasi zero ma non dobbiamo sottovalutare il problema”, ha concluso.

Infine, l’ultima “abbottonata” per il tema del giorno.
“E’ vergognoso che si lascino chiuse attività come le discoteche e che legittimino le piazze piene, con musica e assembramenti da far schifo, dove nessuno ha nulla da dire. In un paese civile non si può accettare questo”.
“E’ necessario stabilire le regole che siano uguali per tutti”.
“Abbiamo un intero comparto economico – ha osservato Zaia – ormai messo alla gogna e non capisco per quale motivo. E’ un pericolo l’assembramento in discoteca? Allora stabiliamo che tutti gli assembramenti simili a quelli della discoteca devono scomparire. Non ci possono essere persone che pagano le tasse, tenere chiusa l’attività, e poi assistere davanti al locale a concerti e balli con migliaia di persone ammassate. E’ ridicola questa cosa – ha concluso -, è un presa per i fondelli”.

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