Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Renato Boraso, l’ex assessore alla Mobilità del Comune di Venezia in carcere a Padova con l’accusa di corruzione, è pronto ad incontrare i Pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini titolari dell’inchiesta sulla presunta corruzione in laguna. Lo rende noto il legale di fiducia Umberto Pauro che, sui tempi, ipotizza che “Boraso potrebbe essere sentito non prima della prossima settimana”. “Intanto siamo pronti – spiega – a presentare l’istanza per l’audizione”. Pauro aggiunge che in queste settimane sono state raccolte e studiate tutte le carte, e Boraso sarebbe pronto a rispondere punto su punto a tutte le accuse.
Boraso, secondo l’accusa, prima come assessore al Patrimonio e poi alla Mobilità, avrebbe agito attraverso proprie società per interessarsi, incassando denaro, alla vendita di beni pubblici, a cominciare dai due palazzi storici a Venezia di Palazzo Donà e Palazzo Papadopoli.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Entrambi gli immobili erano stati venduti, con asta pubblica, al magnate di Singapore Ching Chiat Kwong, anch’egli indagato. In particolare, nel mirino dell’inchiesta è finito il secondo dei due, ancora inutilizzato (Palazzo Donà è ora un albergo), acquistato per 10,5 milioni di euro dopo che a una prima asta, andata deserta, era stato valutato 14 milioni.
La vendita sarebbe stata un atto per avviare la più consistente trattativa per l’area inquinata dei Pili, acquistata per 5 milioni a un’asta pubblica dall’unico partecipante, Luigi Brugnaro successivamente divenuto sindaco di Venezia. (ANSA).
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google