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Un tragico incidente sul lavoro. L’ennesimo. Questa volta la sventura ha colpito a Mestre (Venezia), ed ha portato via la vita di un tecnico di 45 anni.
Mattia Dittadi era responsabile energia e manutenzione per il Nordest presso la società di servizi Rekeep Spa..
La disgrazia è avvenuta mentre l’uomo stava lavorando per conto del Comune di Venezia presso il Teatro Momo, di proprietà comunale.
Il teatro era oggetto di lavori di ristrutturazione a causa di segnalazioni di infiltrazioni d’acqua dal tetto. La dinamica precisa dell’incidente è ancora oggetto di indagine, ma sembra che Dittadi sia stato sorpreso dal cedimento di un punto del lucernario nelle vicinanze della sua posizione.
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Mattia Dittadi era residente ad Oriago di Mira (Venezia). Sposato e padre di un figlio era noto per esser un lavoratore serio e apprezzato dai colleghi che sono rimasti sgomenti per la tragedia. Era conosciuto per la sua attenzione alla sicurezza sul lavoro e la disgrazia rimane inspiegabile per coloro che lo conoscevano bene.
Della dinamica dell’incidente non si sa ancora molto. A quanto pare Mattia era impegnato nei lavori del teatro Momo, tra via Dante e via Sernaglia, e mentre stava affettuando un sopralluogo sarebbe caduto dal lucernaio.
Sul posto è subito intervenuta l’ambulanza del Suem, che però ha potuto solo constatarne il decesso.
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Mattia Dittadi, il responsabile energia e manutenzione per il Nordest, stava facendo il suo dovere presso il Teatro Momo a Mestre, quando la vita gli è stata strappata via. Il teatro, oggetto di lavori di ristrutturazione a causa di infiltrazioni d’acqua dal tetto, è diventato il palcoscenico di questa terribile vicenda.
Immagino Mattia lì, con la sua attenzione alla sicurezza sul lavoro, scrutando ogni dettaglio. Forse stava cercando di risolvere il mistero delle infiltrazioni, quando il lucernario ha ceduto. È come se il destino avesse deciso che quel punto specifico fosse il suo tragico epilogo.
E ora, i colleghi rimasti sgomenti, la sua famiglia distrutta e la comunità in lutto si chiedono: perché? Perché un uomo così diligente e serio, un padre e un marito, è stato strappato via in questo modo? La disgrazia rimane inspiegabile, e la sua assenza lascerà un vuoto che nessuna indagine potrà colmare.
L’ambulanza del Suem è arrivata, ma troppo tardi. Mattia Dittadi ci ha lasciato, e la sua memoria sarà un monito per tutti noi: la sicurezza sul lavoro non è mai da sottovalutare. Che possa riposare in pace.
Era legato ?