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Incidente autobus Mestre, non ancora diffusi tutti i nomi: alcune famiglie all’estero non sanno del dramma toccato al loro congiunto e per avere una certezza da comunicare ufficialmente in alcuni casi c’è stato bisogno dell’esame del Dna per lo stato delle vittime. I nomi infatti, per ora, non sono stati ancora diffusi, perché alcune famiglie potrebbero non aver ancora saputo della sorte dei loro cari in vacanza in Italia. Identificare le vittime non è semplice tanto che per tutta la giornata si è parlato di analisi genetiche, come aveva spiegato il capo della procura di Venezia Bruno Cherchi. “Dare un’identità alle vittime – ha detto – è difficile. Molti non avevano con loro i documenti. Ci sono loro parenti già arrivati in città, ma è difficile dare dei nomi con certezza. Per questo ho dato l’incarico alla medicina legale, ma anche alla polizia scientifica, perché se necessario si ricorra all’esame del Dna”
All’indomani del tragico incidente accaduto sotto il cavalcavia Vempa, il personale medico e gli investigatori che lavorano instancabilmente negli obitori dell’ospedale hanno dovuto affrontare un compito estremamente impegnativo e straziante: identificare le 21 vittime del drammatico incidente d’autobus. “Siamo di fronte ad una tragedia che coinvolge giovani vite”, hanno dichiarato i primi soccorritori che hanno liberato i corpi carbonizzati e dilaniati dall’autobus che era precipitato per oltre dieci metri e ha preso fuoco nell’impatto.
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Con il passare delle ore questa prima impressione è stata ulteriormente confermata. Tra le vittime, prevalentemente di nazionalità straniera ad eccezione di Alberto Rizzotto, il conducente 40enne morto anche lui nello schianto, molti erano molto giovani. Si ritiene che il più piccolo sia un bambino, di circa un anno e mezzo, anche se l’équipe medica non ha ancora accertato l’età precisa. Un’altra vittima è una ragazza di circa 11 o 12 anni. Inoltre, ci sono i corpi senza vita di due giovani donne, di 28 e 30 anni.
In serata tutte le procedure di identificazione erano state completate, rivelando che nove delle 21 vittime erano di nazionalità ucraina. Il resto delle vittime erano quattro rumeni, tre tedeschi, due portoghesi, un croato, un sudafricano e, soprattutto, l’unico italiano, l’autista dell’autobus. Tra i feriti, due fratelli di 13 e 3 anni sono ricoverati all’Ospedale di Treviso. Tra le vittime ci sia anche la loro giovane madre austriaca. Continnuano le operazioni per l’identificazione dei feriti.
Attualmente ricoverati in ospedale sono cinque cittadini ucraini, quattro tedeschi, due spagnoli, un ucraino, un croato e un francese. Sono in corso le indagini sugli ultimi due individui, che si ritiene siano rispettivamente ucraini e tedeschi.
Per quanto riguarda l’eventuale autopsia sulle vittime, Cherchi ha spiegato che una decisione verrà presa nei prossimi giorni. Tuttavia, è molto probabile che non verranno effettuati gli esami autoptici, ad eccezione di quello dell’autista dell’autobus. “A parte l’autista – ha concluso – altre autopsie non sembrano necessarie a causa dell’evidente trauma da schiacciamento. La nostra intenzione è restituire la salma alle famiglie al più presto possibile”.
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