Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Il grave incendio che ha seminato panico e distruzione all’hotel Alexander di Abano Terme, uno degli alberghi più noti della località termale, è scoppiato poco dopo la mezzanotte, le fiamme sono divampate improvvisamente, costringendo all’evacuazione oltre 270 ospiti, molti dei quali si sono svegliati nel terrore. Numerosi testimoni hanno raccontato di aver vissuto momenti drammatici, descrivendo scene che ricordavano quelle di un film catastrofico.
Secondo i primi rilievi dei Vigili del Fuoco, l’incendio sarebbe partito da un quadro di distribuzione elettrica al secondo piano dell’edificio. Le cause, infatti, sembrerebbero di natura elettrica e non si ipotizza alcun atto doloso. Nonostante le fiamme siano state rapidamente circoscritte, il fumo denso ha invaso rapidamente i corridoi e le stanze, rendendo l’atmosfera irrespirabile e generando il caos tra gli ospiti, che si sono trovati improvvisamente al buio a causa di un blackout. Molti si sono rifugiati sui balconi per cercare aria, mentre altri hanno cercato di fuggire calandosi dalle finestre con lenzuola.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Grazie all’intervento tempestivo dei soccorritori, tra cui una trentina di mezzi dei Vigili del Fuoco e forze dell’ordine, tutti gli ospiti sono stati messi in salvo, anche se il bilancio finale è di 44 feriti. La maggior parte ha riportato sintomi da intossicazione da fumo, mentre solo quattro persone hanno subito traumi e fratture. Particolarmente critico è stato il salvataggio di una famiglia bloccata al sesto piano: madre, padre e figlio sono stati portati a terra con un’autoscala. Altri momenti di paura sono stati vissuti da due amiche romane, Patrizia e Roberta, che hanno raccontato di essersi salvate grazie all’intervento di una gru dei pompieri.
Fortunatamente, l’hotel si trova proprio di fronte all’ospedale di Abano, il che ha facilitato il trasporto e l’assistenza dei feriti. Alcuni, in preda alla disperazione, sono riusciti a raggiungere il pronto soccorso a piedi. Le operazioni di soccorso si sono protratte fino alle prime luci del mattino, con i Vigili del Fuoco che hanno continuato a mettere in sicurezza l’edificio e a recuperare i bagagli degli ospiti.
Tra la gente che ha vissuto l’incredibile esperienza, negli occhi la paura e negli indumenti l’odore del fumo. Molti erano qui da venerdì per un incontro di meditazione yoga organizzato dalla ‘Self-Realization Fellowship’ di Los Angeles. Tutto si sarebbero aspettati, tranne che di dover fuggire nella notte, in pigiama e pantofole, per non morire intossicati. Marcella, una delle ospiti, residente a Roma, è ancora scossa. Non vorrebbe parlare, poi racconta. Si trovava al secondo piano, da dove è partito tutto: “È stato così immediato – spiega – non respiravo, non sapevo dove andare. Ho cominciato a barcollare. Poi ho sentito i vigili del fuoco, dalle scale, e ho capito che prendevano gli ospiti per mano, bussando porta a porta. ‘Tutti giù per le scale di sicurezza’ urlavano. Noi in pigiama, al freddo, senza nulla… – prosegue la donna – Ho visto tre persone calarsi da una finestra, usavano le lenzuola. Credo siano quelle che sono rimaste ferite”.
Per recuperare e portare al sicuro una donna con il suo bambino, in tenera età, i pompieri hanno dovuto sfondare una finestra dopo aver raggiunto uno degli ultimi piani con la scala telescopica. Di quei minuti infiniti di paura parlano altre due amiche, anche loro romane, Patrizia e Roberta: “Era tutto buio, non si respirava. Non c’erano vie di fuga e ci siamo rifugiate in terrazzino, al sesto piano, dove era la nostra stanza”. “Gridavamo aiuto – aggiungono – nessuno ci sentiva nella confusione, poi è arrivata la gru con il cestello dei pompieri. Ci hanno prese e portate a terra. Adesso torniamo a casa”.
Giovanna, giunta ad Abano da Trapani, assieme a Lino, è ancora sgomenta. “Non so cosa sarà di noi adesso – dice con un filo di voce – Abbiamo avuto tanta paura, il buio, l’odore del fumo. Eravamo alloggiati all’ottavo piano; sono arrivati i pompieri e ci hanno preso con loro, facendoci scendere, frastornati, per i tantissimi gradini delle scale anti-incendio”. Dal vicino policlinico di Abano, intanto, arrivano coperte, teli termici, acqua, e assistenza medica”. Tra gli evacuati c’è anche Simone, veneziano, ipovedente: “non voglio parlare – dice toccando nervosamente il bastone bianco – sono troppo scosso. Bisogna ringraziare i vigili del fuoco, i sanitari, le forze dell’ordine. Non sono stati solo professionisti ma delle grandi e belle persone. C’è chi fa del bene e va ricordato”.
L’hotel Alexander, dichiarato inagibile, ha una lunga storia nella cittadina ed è conosciuto per aver ospitato negli anni ’70 e ’80 congressi politici di grande rilevanza. L’episodio di questa notte poteva trasformarsi in una tragedia ben più grave, ma l’efficace intervento dei soccorritori ha evitato il peggio. Tra gli ospiti salvati, anche un gruppo di monaci induisti della Self-Realization Fellowship di Los Angeles, impegnati in un ciclo di lezioni di meditazione yoga. Per gli ospiti non residenti in zona, è stato predisposto il trasferimento in altri hotel della città.
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google