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Per i residenti veneziani di Calle Schiavona, appena dentro al Sotoportego de le Colone è stato un brusco ritorno alla realtà. Il tranquillo tran tran del dopo cena, poco dopo le ore 21 della sera del 2 giugno, è stato interrotto dal tono perentorio del campanello di casa che ha cominciato a suonare a ripetizione. “Signora, dovete scendere subito… in quanti siete in casa? Ce la fate ad uscire? Dovete uscire subito, c’è un incendio vicino a voi…”.
Il vigile del fuoco che passava di porta in porta non aveva tempo di dare dettagli, così “Sono dovuta scendere come mi trovavo, già in pigiama, appena uscita dalla doccia…” dice la signora che abita in una delle porte a fianco di quella interessata dal fuoco.
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Scopri come fare
L’incendio è scoppiato ieri sera in corrispondenza del numero anagrafico 1366, dove si trova, al piano terra e al piano primo, un’installazione della Biennale. Le fiamme sono però originate in un sottotetto, a quanto pare una mansarda recentemente restaurata, annessa all’ultimo piano. Qui, secondo le informazioni raccolte sul posto, si trovava un gruppo di otto persone, lavoratori sotto contratto di un’importante stabilimento balneare del lido di Venezia.

Due le persone che si trovavano in prossimità del punto dell’incendio, mentre le altre sei erano al piano sotto. E due sono anche le persone soccorse dal Suem e portate all’Ospedale Civile di Venezia per cure e accertamenti: una presentava un’ustione al braccio sinistro a causa del fuoco (non grave), mentre l’altra presentava difficoltà respiratore dopo aver subito un’intossicazione da fumo.
In pochissimi minuti le immagini del fuoco che usciva dalla porta-finestra hanno cominciato a fare il giro dei social e uno dei principali timori, a quel punto, era che il fuoco potesse propagarsi anche agli alberi vicini, quelli dei ‘Giardini della Marinaressa’. Fortunatamente il rapido arrivo dei Vigili del fuoco, intervenuti con due mezzi tra cui la più grande autopompa disponibile, e la potenza dei getti d’acqua, hanno avuto presto ragione delle fiamme, mentre sul posto gli agenti della Polizia locale si prodigavano per assistenza alle persone sfollate e delimitare la zona dell’emergenza.
Dopo un paio d’ore i residenti hanno potuto fare ritorno alle proprie case, mentre i sopralluoghi dei pompieri sono continuati fino a notte inoltrata per verificare che non ci fossero ulteriori focolai. A quel punto tutto poteva tornare alla normalità, con gli operatori che si occupavano di trovare un alloggio per le persone sfollate dall’appartamento interessato dal fuoco, mentre in Riva dei Sette Martiri serpeggiava una voce tra i presenti: uno degli otto bagnini avrebbe detto che avevano acceso uno “zampirone”, di quelli che si usano per allontanare le zanzare, poco prima dell’incendio. Chiacchiere da strada o indizio per le indagini sulle cause del fuoco?

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