In bolletta i rincari causati da chi non paga, Agsm di Verona si ribella: “Uniamoci”

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Corrente elettrica rubata da banda specializzata: un milione in 5 mesi

La multiutility di Verona Agsm si oppone alla delibera dell’Autorità per l’energia (Arera) che accolla ai cittadini “i circa 300 milioni di oneri di sistema non pagati da alcune società di vendita dell’energia elettrica” e chiede alle altre imprese del settore di unirsi in un “appello congiunto” per modificare questa previsione.

In una lettera al presidente di Utilitalia, al presidente del Consiglio, al ministro dello Sviluppo economico e ai segretari dei partiti, il presidente dell’utility veronese, Michele Croce, critica “una decisione che favorisce gli imprenditori ‘furbetti dell’elettricità’ e socializza in modo ingiusto i debiti causati dalle scelte irresponsabili di queste aziende”.

Croce invoca “sistemi più incisivi” – dai rating mirati all’obbligo di garanzie finanziarie – per colpire i “trader spericolati di energia elettrica che lanciano sul mercato offerte al massimo ribasso senza essere in grado di sostenerle”.

“Come presidente di Agsm Verona – prosegue – mi rivolgo a tutte le altre multiutility d’Italia affinché si dissocino da una scelta che colpisce le famiglie italiane già in difficoltà in questi anni di pesante crisi economica”.

Credo che spetti a noi multiutility, nate e cresciute al servizio del territorio e dei cittadini, esprimere il più fermo dissenso” rispetto a questa decisione conclude Croce, invitando tutte le imprese ad “unirsi ad Agsm in un appello congiunto” ai leader politici affinché “si impegnino” a cancellare una norma che premia i ‘furbi’ a scapito degli onesti.

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