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Sarri si arrabbia alla fine, ma il Napoli è agli ottavi di Champions

Tre gol per il riscatto dopo la notte di Madrid. E il Napoli omaggia uno dei suoi simboli, Massimo Troisi e nel ricordo del suo compleanno, si regala una bella vittoria sul campo del Chievo.

È il giorno delle rivincite, delle sostituzioni volute o indotte, è il giorno del riscatto. Il Napoli di Verona contro il Chievo è pronto a far quello che sa fare, giocare e divertirsi e vincere.

Gli azzurri partono bene e il Chievo, che non deve chiedere molto al campionato, lascia giocare. Sarri decide 4 cambi e subito in campo c’è Pavoletti. Il Chievo invece prova a giocare sulle palle perse dal Napoli, ma non alza le barricate.

I minuti passano veloci con gli ospiti costantemente in attacco e dopo qualche errore in fase conclusiva arriva il vantaggio. Insigne, in grande stato di forma, trova il suo famoso tiro a giro che batte Sorrentino.

Il Napoli spinge ancora e su una percussione di Allan il Chievo fa harakiri, contrasto tra Sorrentino e Spolli e Hamsik tutto solo raddoppia.

Nella ripresa l’inizio del Chievo è più brillante, ma succede poco anche perché il Napoli la chiude con Zielinski che fissa il risultato sul triplo vantaggio per i partenopei. Sarri nella ripresa trova spazio anche per Milik che entra al posto di Pavoletti. L’ex Genoa non è ancora in condizione e si vede, però verso di lui arrivano pochi palloni e non certo come lui li vorrebbe.

Il Chievo dopo il terzo gol subito prova a rientrare e, aiutati dalle troppe amnesie difensive del Napoli, ecco che arriva non solo il gol di Meggiorini, ma anche la pressione dei veneti che rischiano di trovare il gol in più occasioni con la difesa azzurra che sembra distratta.

Il finale non è bello con il Napoli che prova a gestire e il Chievo che non molla. Per la squadra di Sarri era importante vincere, ma era importante vedere anche la reazione psicologica. Certo non era facile dopo le chiacchiere e le polemiche al di là della sconfitta di Madrid.

Sarri dovrà lavorare ora sulla tranquillità del gruppo, ricompattare le fila e lanciare la doppia sfida. All’Atalanta nell’anticipo e, soprattutto, al Real Madrid per tenere accese le speranze di un Napoli europeo.

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