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Il Covid non esiste e noi siamo come gli alberi

HomesocietàIl Covid non esiste e noi siamo come gli alberi

Malessere.
Sono tanti gli scritti, gli articoli, i libri che parlano della modifica di noi esseri umani in bilico di fronte a quel demone che abbiamo conosciuto come Covid 19.
Tante parole a dirci che da questa esperienza nascerà una nuova coesione sociale, perché noi non siamo più noi, siamo quell’altro, quell’altra di noi.
Ma chi siamo? Un malessere s’insinua nel petto di chi ha ascoltato questa conversazione:
La proprietaria di un negozio di alimentari sta spiegando a una cliente che non è vero niente quel che i giornali e la televisione dicono della pandemia in India.
“Ho visto, io, con i miei occhi, su Face book, che gli indiani facevano finta di morire per ricevere il contributo che lo Stato avrebbe dato alla famiglia. Pensa che furbi!”
“Ma, dice debolmente la cliente, “io non leggo i Social, ma ho sentito dalle notizie del telegiornale che sono già più di duecentomila le vittime e che la preoccupazione è grande in tutto il mondo. . .”
“Non badi, non è vero, fingono di morire, lei ha letto le cose che ‘quelli’ vogliono dirci, per impaurirci”
“Quelli chi?”
“Loro, quelli che comandano!”
“Vuol dire che nessuno è morto in India?”
“No, è tutta una truffa”.
La signora esce dal negozio pensosa e raggiunta da un senso di nausea.

Benessere
Ha compiuto già due anni il piccolo abete rosso che spicca in mezzo alle altre piante nel terrazzo della signora Elvira.
Due anni fa lo aveva acquistato in un vivaio, per Natale. Lo aveva addobbato delicatamente per non fargli male e per qualche settimana lo ha tenuto sul tavolo del salotto.
La signora Tina e l’albero divennero amici, lei gli parlava come si parla a un bambino e lui a modo suo rispondeva con i suoi rami verdi e curiosi.
Dopo le feste, l’albero ha trovato posto nel terrazzo, è rimasto per molti mesi verde la signora Elvira lo dissetava ogni giorno, ben sapendo che gli alberi vivono nei boschi e che hanno sempre sete.
Un bel mattino l’albero cambiò colore e la sua amica disperata interrogava i vicini, chiedendo consigli e tenendolo sempre d’occhio. “Ormai è morto”, le suggerì la signora del terzo piano, “si vede che non più colore, fra un po’ perderà gli aghi, ha fatto il suo tempo”.
La signora Elvira corse a toccare i rami temendo che fossero secchi e fu felice nel capire che l’albero non era morto, aveva semplicemente cambiato colore.
In pochi mesi è diventato rosso, un bel rosso veneziano, sta bene, sorride al sole e la signora Elvira gli sorride pensando che in fondo aveva solo voluto cambiare colore.
Cambiamo tutti, perché lui no?

Andreina Corso

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

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