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Il Campanile di San Marco si può visitare alla Fiera Franca di Chirignago

Inaugurata sabato pomeriggio la Fiera Franca di Chirignago che ospita la mostra “1902: Caduta del Paron de Casa” organizzata, come iniziativa collaterale della Fiera Franca, dal Gruppo Culturale “A. Luciani” con la collaborazione della Municipalità di Chirignago-Zelarno e l’Istituto Comprensivo “Colombo”. Vittorio Baroni, autore e coordinatore del Progetto El Paron de Casa, dichiara: “Desidero rivolgere […]

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Inaugurata sabato pomeriggio la Fiera Franca di Chirignago che ospita la mostra “1902: Caduta del Paron de Casa” organizzata, come iniziativa collaterale della Fiera Franca, dal Gruppo Culturale “A. Luciani” con la collaborazione della Municipalità di Chirignago-Zelarno e l’Istituto Comprensivo “Colombo”. Vittorio Baroni, autore e coordinatore del Progetto El Paron de Casa, dichiara: “Desidero rivolgere un sentito grazie al Presidente Ivone Bortolato, al Presidente Francesco Tagliapietra e all’Amministrazione Comunale – ha sottolineato Baroni – per aver reso concretamente fattibile la Mostra”.

Per l’importante iniziativa culturale sono stati messi a disposizione una serie di oggetti unici: la prima versione della medaglia numerata d’argento massiccio (e la bozza prova del primo modellino) coniata da Meneghetti l’orafo di Venezia e Istituti Vicenza formazione con incastonato un frammento originale del Campanile di San Marco, crollato il 14 luglio 1902 e ricostruito dopo 10 anni “dov’era, com’era”; la seconda versione della stessa medaglia numerata realizzata sull’immagine creata dal disegnatore veneziano Valerio Held; il “Caligoto”, ovvero il goto numerato a forma di calice (ora esposto al Museo del Vetro di Murano) creato dalla fornace NasonMoretti di Murano su ispirazione del calice rinascimentale trovato tra le macerie dopo il crollo del Campanile.

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Ci sarà, inoltre, l’Osella in Merletto di Murano creata da Sandra Mavaracchio e la sua allieva Ludovica Zane; la murrina del Campanile di San Marco creata in opera unica dal laboratorio Ferro Toso di Murano; tre esemplari del “tochetin”, cioè frammenti originali del Paron de Casa tagliati dal laboratorio Muffato di Venezia per i mosaici creati dalle scuole; tre frammenti del Paron de Casa (trovati nel gennaio 2021 a San Nicolò del Lido di Venezia) censiti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna; il quadretto di Elisabetta Baroni con il tochetin; i tappeti in eco gomma con i disegni di Valerio Held e Maurizio Amendola sul crollo del Paron de Casa e Gigeta.

Tutto ciò è ben integrato con gli oggetti della collezione privata Pavanello, con il Campanile di San Marco, in miniatura di circa 2 metri, progettato dalla Scuola “Colombo” di Chirignago insieme all’ingegner Gianluca Pasqualon e realizzato dai bambini con i genitori di cui si possono vedere disegni preliminari e foto nel book come nei cartelloni. Questa parte del progetto è stata curata da Nadia De Lazzari, referente per le scuole.

Il Progetto El Paron de Casa, come affettuosamente viene chiamato il Campanile di San Marco (sito web www.elparondecasa.net) – è guidato dal motto “il mare riceve, il mare restituisce” perché il mare, per effetto delle correnti generate dalla lunata del MoSE, sta restituendo i mattoni del vecchio Campanile che provengono dalle rovine romane di Altino e altre città costiere dei romani che i veneziani sono andati a recuperare.

La sua edificazione ebbe inizio con il Doge Pietro Tributo prima dell’anno 1000. Nello slogan si riassume anche il senso del frammento del Campanile di San Marco rievocato nel “tochetin”, cioè il pezzettino della bambina Gigeta. “Go un tochetin de maton del campaniel” diceva Gigeta nel 1902 all’archeologo Giacomo Boni dopo aver gettato in mare, a 3 miglia del Lido di Venezia, il primo mattone dei resti del Paron de Casa. Gigeta era figlia di Angelo Alessandri, pittore veneziano collaboratore di John Ruskin, famoso per aver scritto il trattato “Le pietre di Venezia”.

Redazione Venezia
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