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Ritengo doveroso esprimere tutto il mio disprezzo per l’intera rosa dei giocatori e del dirigente tecnico. Provo uno stato di rabbia misto a frustrazione che mi assale: come è possibile che una nazione come l’Italia non sia in grado di cambiare le regole del gioco?
Non è possibile che questi ritornino a guadagnare milioni di euro sulle nostre spalle. Non dico che dovrebbero guadagnare come un operaio metalmeccanico, ma se non sai giocare a calcio è meglio che cambi mestiere. E questo vale anche per il ciarliere Spalletti: tanta aria ma poca sostanza.
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Cambiate tutta la squadra; ci sono migliaia di ragazzi pronti a scendere in campo, ma bisogna sceglierli tra quelli che hanno fame, non tra quelli che girano in Ferrari e con orologi da centomila euro al polso, e tanti tatuaggi che gli pesano addosso come macigni.
Ragazzi che corrono per 200 minuti senza farsi prendere dai crampi o da dolori muscolari, ragazzi che non hanno paura di farsi male. Quanti cavolo di milioni ha preso Spalletti per fare questa figuraccia? Inizi a restituire i soldi che ha guadagnato senza merito e che continuerà a guadagnare.
Dice Spalletti: “Colpa mia, ho avuto poco tempo” e continua: “Parlerò con Gravina”. No, mio caro, devi parlare con i tifosi che pagano milioni di euro per vedervi giocare a calcio; se non siete capaci, cambiate lavoro e andate a raccogliere pomodori.
È ora di cambiare: i gladiatori, quando scendevano nell’arena per combattere, se perdevano venivano finiti. Facciamolo anche noi: se perdete i campionati europei, vi mandiamo a casa.
Lettera Firmata
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assolutamente d’accordo