29.3 C
Venezia
lunedì 26 Luglio 2021

I motivi della ripartenza lenta

HomeriapertureI motivi della ripartenza lenta

Un esercente di Mestre: “Credo che la gente si sia abituata a uscire poco, solo i giovani si ritrovano, magari in gruppo e preferibilmente di sera nelle piazze di Venezia e di Mestre".

È stato talmente desiderato il rassicurante spritz con gli amici, l’agognata pizza con la famiglia, che si prevedeva l’affollamento dei locali: tutto da vivere rigorosamente all’aperto, perché la bandiera è finalmente gialla, e i tavoli, i distanziamenti sono stati curati a dovere, per accogliere i graditi clienti.
Forse un po’ per il tempo, ma nelle prime ore di rinascita delle attività del ristoro, si sono visti pochi clienti seduti al bar o all’esterno dei ristoranti e gli esercenti sono delusi.
Il bisogno di ripresa economica è tanto e anche il direttore dell’Aepe Ernesto Pancin è preoccupato e spera che presto, grazie a dati incoraggianti sulla curva epidemiologica e alle vaccinazioni, si ritorni a servire al banco e si aggiunga quell’ora notturna in più, al coprifuoco.
Pancin guarda avanti con fiducia, anche se ammette che non sarà semplice tornare alla ‘normalità’. Eppure tutti sanno e sappiamo che non è semplice rintracciarla quella ‘normalità’, ammesso che fosse tale più di un anno fa. Tanti mesi di attesa, di paura, hanno modificato le nostre abitudini e si è imparato a non aspettarsi cambiamenti repentini allo stile di vita imposto dall’emergenza.
“Vede”, osserva un esercente di Viale San Marco, “il plateatico è quasi vuoto. Mi sarei aspettato una folla di gente. E invece niente e non so se è solo a causa del clima”.

“Credo che la gente si sia abituata a uscire poco, solo i giovani si ritrovano, magari in gruppo e preferibilmente di sera nelle piazze di Venezia e di Mestre”.
“Secondo me vige l’effetto canarino. Anche se gli apri la porta della gabbia, l’uccellino non esce. Ha paura del fuori, dopo aver tanto sognato di fuggire dalla sua piccola prigione e aver creduto di odiarla”, osserva la commessa di una pasticceria.
I proprietari di un bar, che tutti i giorni dovevano allontanare i clienti che bevevano fuori, in piedi, clienti abituali, giovani e vecchi ai quali bisognava ogni tanto ricordare di mettere la mascherina, sono spariti.
Ora che potrebbero sedersi ‘regolarmente’ non lo fanno.
Strano effetto boomerang per il momento e la meraviglia di assistere a una reazione che i baristi non si aspettavano.
Vi è anche una ragione economica che giustifica questi vuoti, spiega un signore in fila davanti al panettiere, “Un anno fa, ogni tanto, almeno una volta la settimana, portavo la mia famiglia a mangiare la pizza, ma adesso la prepara mia moglie a casa perché non possiamo permetterci di spendere i soldi che non abbiamo e poi le dirò che ci siamo abituati a stare in casa”.

I titolari dei locali si affidano all’incognita del tempo. Sperano in un fine settimana primaverile e finalmente, a una ripresa economica e sociale.
Anche la socialità però è cambiata e lo dicono gli psicologi quando ci ricordano dalla rivista di medicina Lancet che basterebbe osservarsi un momento per capire che siamo tutti stremati e un po’ fuori di noi. Avvertono che l’impatto psicologico della quarantena ha provocato sintomi post traumatici da stress, depressione, rabbia e confusione. Chi si è ammalato di Covid, pur in ripresa, si sente cambiato, provato da quell’esperienza. Chi ha vissuto la perdita di parenti e amici, vivono il lutto della separazione.
Oggi, chi se la prendeva con il governo che “ci ha chiusi in casa”, chi si è affacciato ai balconi per cantare, per resistere alla minaccia del virus, è lo stesso umano che si è sempre più ritirato nel proprio appartamento, senza alcuna voglia di far festa, anche se a parole diceva il contrario. Non è possibile ignorare un’enorme implosione psichica le cui conseguenze, spiega la filosofa Donatella Di Cesare, non svaniranno da un giorno all’altro.

Oggi, è il soqquadro, ciò che il coronavirus ha messo nelle nostre vite.
Accanto all’emergenza sanitaria, economica e sociale vi è il problema del riadattamento della capacità di rinsaldare o rivedere le nostre abitudini. La libertà è un bene troppo prezioso per poterlo sprecare e i plateatici semivuoti, ci dicono che questo è un tempo in transizione, dove si è evidenziata la frattura tra desiderio e realtà. Fra qualche mese tutti sperano e speriamo di rivedere la gente contenta di sedere al bar, andare al ristorante e sorridere perché la paura avrà lasciato il posto alla speranza.

Copyright 2021: www.lavocedivenezia.it .
Tutti i diritti sono riservati.
Duplicazione vietata. Condivisione consentita.

Data prima pubblicazione della notizia:

Condividi la notizia, potrebbe interessare agli altri:

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Le persone o non hanno più possibilità o non hanno proprio voglia di mescolarsi con altre persone. E lo spritz ce lo possiamo anche preparare a casa e berlo in terrazza !

La discussione è aperta (nessuna registrazione richiesta)

Please enter your comment!
Please enter your name here

altre notizie dall'archivio qui sotto
spot
Advertisements
sponsor

Grazie per aver sfogliato la nostra pagina. La tua considerazione è un'attestazione per il nostro lavoro.
Questo giornale è libero e gratuito per tutti dal 2006.
E' gradito ai lettori perché teniamo le pubblicità in modo meno invasivo possibile anche se questo significa rinunciare a introiti.
Come hai potuto vedere, tutte le righe si leggono perfettamente e non ci sono finestre o video che si aprono contro la tua volontà.
Così come garantiamo la qualità dell'informazione pubblicando solo notizie verificate.
Per tutto questo non chiediamo nulla ma se vuoi sostenerci puoi farlo con il 5x1000. Oppure puoi scorrere le altre news e leggere un'altra notizia in modo da darci un punto in più nelle prossime rilevazioni statistiche. Infine, potresti cliccare il "Mi Piace" sul 'Like Page' di Facebook qui sotto.
Grazie e speriamo che tu possa tornare a trovarci presto, in modo da poterti essere ancora utili con il nostro giornale libero e gratuito.