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I genitori di Filippo: “Hai avuto un attimo di debolezza, non sei l’unico”

Ci sono casi in cui non è giusto riportare i fatti? Tutta la comunità si interroga sulla notizia di apertura di tutti i giornali oggi. Riguarda il dialogo del primo colloquio tra Filippo Turetta e i genitori in carcere dopo l’arresto. Sono state parole avvolte dalla compassione che può avere un genitore con un figlio […]

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Ci sono casi in cui non è giusto riportare i fatti? Tutta la comunità si interroga sulla notizia di apertura di tutti i giornali oggi. Riguarda il dialogo del primo colloquio tra Filippo Turetta e i genitori in carcere dopo l’arresto. Sono state parole avvolte dalla compassione che può avere un genitore con un figlio davanti ad un atto così tremendo. Perché? Perché è un imperativo biologico di un genitore imbonire anche le disgrazie più tremende per l’amore indissolubile che impone di preservare un figlio.

“Non sei un mafioso, non sei uno che ammazza le persone, hai avuto un momento di debolezza. Non sei un terrorista.” Sono però parole che estrapolate dal contesto non possono non ferire. Nicola Turetta le ha pronunciate cercando di confortare il figlio Filippo durante il loro primo incontro in carcere il 3 dicembre scorso. Sono parole che alla famiglia della vittima possono sembrare persino offensive.

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Filippo Turetta, ventidue anni, è stato arrestato per il femminicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin. L’incontro del 3 dicembre con i suoi genitori, Nicola Turetta ed Elisabetta Martini, è stato documentato dalle intercettazioni pubblicate dal settimanale “Giallo”, rivelando le parole e le emozioni di quel giorno.

Le parole di Nicola Turetta, “Hai fatto qualcosa, però non sei un mafioso… Devi farti forza… Ci sono stati parecchi altri” sembrano voler sminuire la gravità dell’atto commesso. “Non sei stato te, non ti devi dare colpe perché tu non potevi controllarti”, ha continuato il padre, cercando di alleviare il senso di colpa del figlio.

Era un dialogo privato, finalizzato ad uno scopo. Reso pubblico, non poteva non ferire. Elena Cecchettin ha espresso il suo sdegno su Instagram, sottolineando l’inaccettabilità di qualsiasi normalizzazione del femminicidio. “Non credo di aver molto da aggiungere… Bisogna smettere di tacere di fronte alla normalizzazione del femminicidio”, ha scritto, invitando a mantenere alta l’attenzione su queste tragedie.

Ma anche l’uscita delle intercettazioni ha innescato una serie di polemiche. Da Verona Radicale, Marco Vincenzi ha criticato il sistema giudiziario per la pubblicazione di un colloquio privato, definendola una distorsione del sistema. Anche Pierantonio Zanettin di Forza Italia ha parlato di “voyerismo”, mentre Susanna Donatella Campione di Fratelli d’Italia ha condannato le parole di Nicola Turetta come un tentativo di minimizzare il delitto del figlio.

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Il segretario dell’Unione Camere Penali, Rinaldo Romanelli, ha definito immorale la crocifissione mediatica delle persone coinvolte in questa tragedia, sottolineando la gravità della pubblicazione delle intercettazioni.

Dal fronte legale, gli avvocati di Filippo Turetta, Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, non hanno rilasciato commenti sulla vicenda, mantenendo il silenzio su quanto emerso.

Balzaimo redattore
Balzaimo redattore
Giornalista professionista, pubblica con questo pseudonimo su La Voce di Venezia. redazione@lavocedivenezia.it
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4 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. tirarlo su un assassino? noto da un po’ di tempo che gli assassini vengono sempre giustificati come dei martiri si è capovolta la realtà
    se ai figli mettessero dei paletti, se i genitori li punissero non capisco tuo figlio uccide una povera ragazza e lo devi pure capire? non è stato un atto istitnitvo dovuto all’alcol o alla droga questo sapeva quello che faceva—-

  2. Forse non capite una cosa. Quello era un dialogo privato e non rilevante all’interno dell’indagine. Qualcuno lo ha diffuso e dovrebbe pagare, e per quanto non vi possa piacere era pur sempre privato (e ve lo sottolinerei 1000 volte). Popolo di giudici che non capisce la gravità di questo

  3. Con che coraggio si può giustificare un delitto così crudele ed efferato un figlio mostro e lo giustifica pure ! Ha problemi seri sto uomo auguro all’sssassino che sconti per il resto della sus vita la giusta punizione ergastolo !!!!

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