I dati economici sul gioco online e le entrate per il fisco

Negli ultimi tempi spesso si è discusso sul ruolo del gioco d’azzardo in Italia. Si tratta di un argomento davvero molto spinoso, che però va trattato e affrontato sotto un punto di vista fenomenologico adeguato. Da un lato c’è il movimento proibizionista, che vorrebbe la messa al bando di siti di gioco, macchinette slot machine, gratta e vinci e lotterie. Sicuramente ci sono ottime ragioni a monte, per discutere di questo fattore, anche se di base proibire per una società e un Paese civile non è mai una soluzione ottimale e matura.

D’altro canto, i dati sul gioco d’azzardo che sono emersi nel corso del 2016 ci parlano di un’industria in netta ascesa che non conosce crisi né si interfaccia con un calo di interesse da parte di utenti e avventori. Anzi, stando ai dati relativi alla seconda parte del 2015 e ai primi mesi del 2016, il gioco aumenta il suo volume d’affari, superando il tetto degli 80 miliardi di euro incassati. Di questi 80 miliardi, quasi 10 sono entrati nelle casse dello Stato, tramite tasse che esercenti, siti web e possessori di macchinette hanno dovuto versare. Da un lato quindi si parla di limitare i danni e di proibire, dall’altro bisogna confrontarsi con questo tipo di industria per adulti, che va regolamentata in maniera ottimale, ma che di fatto si avvia verso una crescita economica e una robusta legalizzazione. Un volume d’affari sempre più importante ribadisce come questo tipo di industria di intrattenimento per adulti sia un viatico sostanziale anche in termini di materia fiscale. E’ proprio lo Stato italiano, infatti a fare cassa, ottenendo ingenti guadagni e ricavi tassando il gioco. Un segnale piuttosto interessante, questo in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo.
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Abbiamo perciò appurato attraverso le fonti della Camera dei deputati che almeno il 55% della cifra finale, per il 2015-2’16 proviene dal gioco online. Un dato molto significativo, che dimostra come le campagne di marketing e la diffusione delle app con dispositivi mobili abbia raccolto i suoi frutti. Il tutto va poi verificato alla luce del fatto che il gioco è diventato legale in Italia, solo nel 2012, per quanto riguarda i siti web. Il gioco online è diventato quindi il secondo segmento del mercato, e nel tempo, si presume entro il 2020, supererà il gioco d’azzardo fisico, fino a sostituirlo totalmente come possiamo già notare da questi dati. Nel 2015 gli italiani hanno speso 25 miliardi e 963 milioni in Newslot e 22 miliardi e 198 milioni in Vlt, gli apparecchi dove è possibile giocare cifre più elevate. Crescono anche i giochi come il bingo, le scommesse sportive online e l’ippica. Parlare del betting online, equivale a dare spazio agli sport maggiormente seguiti come basket, MotoGP, Formula 1, e ovviamente il calcio nazionale e internazionale. Questi dati di cui abbiamo parlato sopra, sono relativi al periodo post mondiale in Brasile del 2014. Per la prima volta in questa occasione il gioco delle scommesse ha avuto una fetta consistente proprio tramite app di gioco.

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