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Primo giorno di Green Pass a Venezia: un turista respinto. Nei bar: “Mi siedo fuori”

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Primo giorno di Green Pass a Venezia: musei pronti. Anche le visite ai degenti negli ospedali diventano possibili.

L’obbligo di green pass, in vigore da oggi, non sembra ostacolare i turisti a Venezia.
Vaporetti e motoscafi pieni, calli intasate e sedie e tavolini occupati.
Più di 200 persone in coda fuori dalla Basilica di San Marco mezz’ora prima dell’apertura del museo, 500 attorno alle 9.30.
Quello è stato il momento “storico” in cui per la prima volta il personale all’esterno ha cominciato a controllare le certificazioni verdi degli avventori.
Per ogni persona necessario verificare il Pass, i documenti d’identità e misurare la temperatura.
A decine le persone in fila ordinata per accedere al campanile e al Correr.
Diverse centinaia a Palazzo Ducale, con la colonna di “astanti” che ha continuato ad allungarsi nell’arco di tutta la mattinata.

Le “limitazioni”, almeno nelle prime ore di oggi, non sono parse un grosso problema per i turisti.
Soprattutto gli stranieri sono parsi organizzati, muniti regolarmente di green pass, molti in formato cartaceo per evitare eventuali malfunzionamenti dello smartphone.
Steward e hostess sono stati chiamati invece a un lavoro più intenso del solito: da una parte la necessità di mantenere ordinate le colonne – divise tra chi in possesso di biglietto e chi no – e misurare la temperatura, dall’altra l’obbligo di scannerizzare il QR code dei green pass di ciascun avventore e controllare la corrispondenza dei dati anagrafici con quelli riportati nei documenti d’identità.
Da segnalare capannelli di poche persone – non più di cinque o sei alla volta – che si sono formati davanti agli ingressi per chiedere chiarimenti sulla validità della propria certificazione e sulle modalità di accesso prima di mettersi in coda, per evitare di aspettare inutilmente.
C’è chi ha chiesto se si potesse accedere con il certificato di esenzione del medico, altri se i figli, minori di 12 anni, potessero farlo senza pass.
“Guarderemo solo la laguna”, ha detto una donna sudamericana all’indirizzo del marito, dopo aver appreso le nuove modalità di accesso ai musei che l’hanno respinta all’esterno di Palazzo Ducale.

Nonostante il lavoro extra per il grande afflusso di turisti, le richieste di vario tipo e difficoltà comunque isolate nel validare i pass di alcuni turisti stranieri, gli avventori sono entrati nei luoghi di cultura in maniera progressiva, con rallentamenti limitati.

Diversa invece la situazione per bar e ristoranti, nei quali è necessario esibire green pass valido per sedere ai tavoli all’interno, ma per i quali non è prevista limitazione di sorta per consumare nei dehors o al banco.

“Bevo il caffè in piedi” e “Mi siedo comunque all’esterno” sono state le risposte più gettonate ai gestori di locali che hanno avuto l’indicazione di comunicare la nuova normativa ai clienti, tanto italiani quanto stranieri.
“Dobbiamo ricordarlo a tutti indistintamente, anche se è noto alla maggior parte delle persone”, hanno confermato alcuni baristi e ristoratori.

Se per i locali in piazza San Marco sono più gettonati i tavoli all’esterno e nei bar di Strada Nova le persone consumano normalmente colazioni o aperitivi al banco o in piedi all’esterno del locale, vuoti sono apparsi i bar della stazione Santa Lucia, solitamente popolati anche all’interno da lavoratori e turisti in attesa dei treni, ma che oggi contavano solo poche persone al banco.

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VIA LIBERA ALLE VISITE AI DEGENTI IN OSPEDALE

Il green Pass valido da oggi offre però anche una soluzione ad un problema che stava a cuore ad un gran numero di italiani.
Via libera nei reparti ospedalieri per far visita ai parenti ricoverati.
A partire da oggi entra, infatti, in vigore il DL 105 del 23 luglio, che completa gli ambiti di applicazione del certificato verde, integrando il precedente decreto del 17 giugno 2021, che prevedeva già la possibilità di “permanere nelle sale d’attesa dei dipartimenti d’emergenza e accettazione e dei reparti di pronto soccorso“.
Lo ricorda la Fiaso, Federazione Italiana Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, secondo cui “Il green pass consente di assicurare sicurezza e umanizzazione delle cure ai nostri pazienti”.

A partire da oggi, ricorda la Fiaso nel comunicato, entra in vigore il DL 105 del 23 luglio, che completa gli ambiti di applicazione del certificato verde.
Per dare attuazione al nuovo provvedimento governativo le Aziende hanno adottato regolamenti che aggiornano i requisiti di accesso dei visitatori all’interno delle strutture ospedaliere.
Gli operatori sanitari si assicurano che vengano rispettate tutte le misure di sicurezza prima dell’accesso dei parenti o dei caregivers in reparto attraverso la misura della temperatura corporea, la richiesta del green pass, la verifica dell’uso della mascherina e di altri dispositivi di protezione individuali, se necessari, l’igienizzazione delle mani, oltre che la compilazione di un’autodichiarazione.

“Il green pass ci consente di assicurare sicurezza e umanizzazione delle cure ai nostri pazienti – afferma Giovanni Migliore, Presidente di Fiaso -. Le Aziende sanitarie pubbliche italiane, sempre in prima linea nella tutela della salute, hanno predisposto rapidamente tutte le misure necessarie ad evitare il protrarsi di quella condizione di isolamento dei ricoverati che può essere percepita come abbandono e tradursi in una ulteriore fonte di sofferenza. Anche durante le fasi più dure della pandemia – aggiunge Migliore – abbiamo sempre adottato provvedimenti per favorire comunque i contatti tra familiari e ricoverati, utilizzando smartphone, tablet e computer. Ma da oggi, grazie al green pass, torniamo alla possibilità di far visita di persona a chi è ricoverato, garantendo comunque il mantenimento delle condizioni di sicurezza anti-Covid nelle nostre strutture sanitarie”.

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4 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. io abito fuori Venezia. Per viaggiare nei vaporetti e mezzi dell’ACNIL serve il green pass? grazie a chi mi risponde!

  2. A parte il fatto che per controllare il Green Pass SERVE un pubblico ufficiale, perché se lo fa una qualsiasi persona può venire denunciata perché svolge un lavoro che non le compete da decreto legge e viene a conoscenza dei dati sensibili. Poi la coda fuori dalla chiesa di S. Marco c’era anche quando avevo 5 anni. In più dover avere il Green pass per andare a trovare un proprio parente in ospedale fa ridere se si pensa che: 1 anche i vaccinati continuano ad ammalarsi di covid e far ammalare gli altri; 2 infetteranno nuovamente quei posti da cui si è propagato la maggiore infezione; 3 sono pieni di anziani e malati quasi a volerli far ammalare nuovamente… Sai, se il Covid-19 non c’è riuscita la prima volta ci riuscirà la sexonda

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