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sabato 23 Ottobre 2021

Grandi navi a Venezia ma fuori da San Marco, c’è la firma

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Grandi navi a Venezia: si chiude un’epoca. Sì a Venezia ma fuori da San Marco, ora c’è la firma. E’ quella di Mario Draghi e del suo governo che sancisce la fine del passaggio dei ‘giganti del mare’ davanti a San Marco, soprattutto alla luce del possibile pericolo dato quanto avvenne il 2 giugno 2019, quando la Mcs Opera si schiantò contro la banchina di San Basilio.
Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera un “decreto legge per la disciplina del traffico crocieristico nella laguna”.
Il decreto legge approvato prevede un concorso di idee per realizzare punti di attracco per le navi fuori dalle acque protette della laguna di Venezia. Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, l’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale dovrà a lanciare un concorso di idee per l’elaborazione di proposte e progetti di fattibilità tecnica ed economica per realizzare e gestire punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna.

 

Per il 2021 sono stanziati 2,2 milioni di euro. “Una decisione giusta e attesa da anni: il Cdm approva un decreto legge che stabilisce che l’approdo definitivo delle Grandi Navi a Venezia dovrà essere fuori dalla laguna, come chiesto dall’Unesco”, ha commentato il ministro Dario Franceschini. L’obiettivo è di “contemperare lo svolgimento dell’attività crocieristica nel territorio di Venezia e della sua laguna con la salvaguardia dell’unicità e delle eccellenze del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale del territorio”. I punti di attracco fuori dalle acque protette della laguna dovrebbero essere utilizzati “dalle navi adibite al trasporto passeggeri di stazza lorda superiore a 40.000 tonnellate”, ma anche – e questa è una novità – “dalle navi portacontenitori adibite a trasporti transoceanici”.

 

I tempi non saranno brevi per il nuovo porto esterno alla laguna. Nel breve periodo, però, resta l’indicazione già assunta dal Comitatone del 21 dicembre 2020 – e ribadita una settimana fa dai ministri Cingolani, Franceschini, Giovannini, Garavaglia: le grandi navi – quando il traffico turistico potrà riprendere – dovranno essere dirottate sulle banchine industriali di Porto Marghera.
La via per evitare San Marco e il Canale della Giudecca – la ‘strada’ attuale per la Marittima – è già stata trovata, ed è la soluzione voluta dal sindaco Luigi Brugnaro.
Le navi potranno percorrere il Canale dei Petroli, entrando dalla bocca di porto di Malamocco, proseguire per il canale Nord di Marghera e qui attraccare.
Il porto di Venezia ha lanciato a febbraio un bando per valutare la fattibilità tecnico economica dell’opera, che dovrebbe avere un costo di 41 milioni di euro. Il bando di progettazione, per una cifra di 936.804 euro, scadrà il 15 aprile.
Più complesso appare invece identificare il nuovo futuro attracco fuori dalla laguna. Il solo progetto finora presentato, il Duferco-De Piccoli, prevedeva un terminal alla bocca di porto di Lido. Ma ha sempre registrato numerosi contrari, in testa il Comune di Venezia.

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

Data prima pubblicazione della notizia:

2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Caro Fabio,
    ancora una volta sottoscrivo e condivido.

    Purtroppo lèggiamo troppe volte parole tipo: le grandi navi sono fuori dalla laguna.

    Il problema vero non è se queste siano più o meno delle bugie, bensì per quanto tempo lo saranno!
    I numeri fanno presagire una cosa soltanto: ancora una volta quell’anomalia lessicale, quell’errore di significato sancito dal vocabolario italiano si ripeterà: temporaneo=definitivo.

    Come sempre la storia si ripete!
    E noi non possiamo permetterci di smettere di gridare quelle parole sacrosante che vogliono far passare per superate, inutili e vecchie: FUORI LE NAVI DALLA LA-GU-NA!

    Davide

  2. In televisione dicono che andranno fuori dalla laguna, ma non è vero: per ora (e chissà quando e per quanto… io stimo minimo 5 anni!) andranno a Marghera.
    Franceschini dice che è … grazie all’Unesco, ma non dice che è grazie al comitato No Navi e Ambiente Venezia che con esposti, denunce e manifestazioni (costate anche una maxi multa DA 30.000 euro fatta dalla capitaneria… per accensione fumogeni!) e mi augurerei che Franceschini e il suo partito facessero la bella figura di pagarla loro…. ) hanno portato l’Unesco a chiedere e il Governo e a prendere tale decisione.
    Ora bisogna battersi affinché ci sia l’elettrificazione delle banchine prevista ancora 5 ANNI FA dalla Delibera di Giunta Regionale 90 del 2016 – all’allegato A punto 8.6 https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/Pubblica/DettaglioDcr.aspx?id=322037
    Poi serve capire da dove passeranno le navi e se scaveranno, a tale scopo, i relativi canali, cosa deplorevole e dannosa, e perché si siano decisi, dopo anni: io un sospetto ce l’ho: le grandi navi da crociera andranno a Marghera, ma ulteriori navi medio – grandi si fermeranno pure in Marittima, così avremmo il doppio di inquinamento?Perchè questo sarebbe disastroso e altamente inquinante, specie se nessuna banchina sarà elettrificata e quindi seppure ferme le navi avranno notte e giorno i motori accesi per produrre energia elettrica di cui abbisognano.
    Infine una domanda: se le navi andranno fuori della laguna, come di pensa di portare i turisti senza impatto ambientale a Venezia? Serviranno decine di imbarcazioni (DOVE LE PARCHEGGERANNO POI?) che invaderanno Venezia e inquineranno ulteriormente, oltre a rendere invivibile lo spazio acqueo tra l’isola della Certosa e il Lido e il posto dove i turisti sbarcheranno (S. Elena? Riva 7 Martiri, già inquinatissima ed affilatissima?
    Il problema non è dove passeranno, ma è che sono totalmente incompatibili con Venezia, QUINDI LE GRANDI E MEDIE NAVI, MA SOPRATTUTTO I LORO TURISTI DEVONO ANDARE VIA DA VENEZIA IN UN ALTRO PORTO.
    I lavoratori e l’indotto?Con i soldi che serviranno per tali due opere, li si potrà ben pagare fino alla pensione e oltre! (vedere I COSTI DEL MOSE e, DA NON DIMENTICARE, QUELLI DI GESTIONE E MANUTENZIONE)
    Dovremo inoltre aspettarci ulteriore scandalo come per il MOSE?)

    Prof. Fabio Mozzatto (veneziano D.O.C.)

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