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Giovanni Seno, direttore Avm-Actv, dopo 14 anni lascia. L’ormai ex dg ieri mattina ha presentato le dimissioni durante il cda della società. Seno era a capo della mobilità veneziana dai tempi dell’ex sindaco Giorgio Orsoni che lo aveva incaricato. Il ruolo di Seno poi era già stato prorogato per affrontare le tempeste del Covid e le battaglie per i fondi del Pnrr per i trasporti.
Ufficialmente, le dimissioni arrivano per favorire il reclutamento del futuro dirigente della mobilità: un mondo estremamente complesso per le difficili dinamiche dei trasporti su acqua e su terra e del personale che lo compone. A margine, però, vi è l’ombra delle ultime indagini per corruzione che hanno travolto quadri istituzionali veneziani. Seno, e questa è l’ipotesi accusatoria, potrebbe aver accettato (o subito senza denunciare) “pressioni” per una gara d’appalto da due milioni e mezzo di euro. L’inchiesta “Palude” dovrà quindi anche chiarire se l’ex assessore alla Mobilità Renato Boraso abbia esercitato “influenza” su Seno in quell’appalto. Accuse sempre respinte, tra l’altro.
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Giovanni Seno lascerà dunque entro la fine dell’anno. Sarà ricordato per aver riportato Actv in attivo, dopo che nel 2011 era entrato in una situazione di perdita di 18 milioni di euro, ma sarà ricordato anche per la lunga stagione degli scioperi dei lavoratori che ritengono di aver subito per primi i pesanti piani di rientro. Inoltre è stato il manager che nel 2013 ha fatto confluire in AVM Actv e Vela, con corposo piano di riduzioni.
Tante le tempeste attraversate, come quella del disastro dell’alluvione del 2019, o quella della pandemia, cominciata a inizio 2020. Quest’ultimo, in particolare, è il motivo della disdetta degli accordi di secondo livello che tante battaglie ha portato con i dipendenti.
Proprio il Covid e la Quarantena, infatti, avevano fatto letteralmente crollare gli incassi dei biglietti. Nonostante tutto, nessun posto di lavoro era saltato e gli stipendi erano stati garantiti.
L’incarico di Seno era in scadenza a giugno del 2025 ed ora le dimissioni cancellano le ipotesi di ulteriori proroghe che sarebbero state prevedibili per arrivare alle prossime elezioni comunali che si terranno in primavera del 2026.
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Uno alla volta vi togliete dai piedi, finalmente!!!
Forse altre persone coinvolte dovrebbero considerare di fare lo stesso per il bene della trasparenza e della fiducia pubblica.