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sabato 15 Maggio 2021

Giorno del ricordo, celebrazioni a Mestre e Marghera

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Giorno del Ricordo, Venezia celebra le vittime con la commemorazione di Marghera e la cerimonia cittadina dal Teatro Momo di Mestre.
Un momento toccante, in piazza Martiri delle Foibe a Marghera, seguito dalla cerimonia cittadina in streaming dal Teatro Momo di Mestre.
Si sono svolte questa mattina, mercoledì 10 febbraio, le due più importanti iniziative organizzate dal Comune di Venezia per il Giorno del Ricordo, data che commemora l’eccidio delle Foibe e le sofferenze degli esuli dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia.

Alle celebrazioni a Marghera, che hanno visto la deposizione di una corona sul monumento in onore delle vittime, hanno partecipato la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano e il presidente del comitato di Venezia dell’Associazione Nazionale Giulia e Dalmazia (A.N.V.G.D.) Alessandro Cuk. Presenti anche delle rappresentanze delle Forze dell’ordine e il vice prefetto vicario Sebastiano Cento. Dal teatro “Momo”, invece, è stata trasmesso in streaming lo spettacolo “Giulia”, diretto da Andrea Castelletti, preceduto dagli interventi del sindaco Luigi Brugnaro, di Cuk, dello stesso Castelletti e di Damiano. “Giulia” racconta la storia di una bambina che compie un viaggio con i suoi genitori nella terra delle sue origini e dove, a ritroso, scopre il destino dei suoi nonni e della sua bisnonna, di cui lei porta il nome e il cui corpo giace ancora custodito in una foiba carsica. Lo spettacolo sarà disponibile sul canale YouTube del Comune fino al 17 febbraio.

“A pochi giorni dalle commemorazioni del 27 gennaio, dove abbiamo fatto memoria delle stragi di vite umane compiute dal nazifascismo nei campi di concentramento – ha detto il sindaco Brugnaro – oggi abbiamo il dovere di ricordare tutte le vittime delle Foibe e l’esodo degli istriani, dei fiumani e dei dalmati italiani dalle loro terre durante la Seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra. È la disonorevole storia della violenza dell’uomo verso un altro uomo. Una triste pagina di un passato per troppi anni taciuto. Dopo l’istituzione del Giorno del Ricordo, le dure parole espresse dall’allora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, furono un segnale di rottura col passato. Disse che la tragedia di migliaia di italiani imprigionati, uccisi e gettati nelle Foibe assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica, che aveva lo scopo di sradicare la presenza italiana da quella che era e cessò di essere la Venezia – Giulia. Queste parole pronunciate al Quirinale arrivarono forti e chiare a squarciare quel silenzio accuratamente costruito per tacere la sofferenza di un popolo”.

“Essere qui oggi, assieme all’A.N.V.G.D., rappresentata dal presidente del comitato di Venezia Alessandro Cuk, è quindi un dovere civico per tutti noi”, ha proseguito il primo cittadino. “Sentiamo il dovere di costruire una società dentro la quale la violenza conseguente all’ideologia non abbia mai più cittadinanza. Abbiamo il dovere di metterci la faccia e, con il nostro impegno quotidiano, di contrastare quei rigurgiti violenti di giustificazionismo o peggio ancora di riduzionismo. La storia non si può modificare, ma dobbiamo imparare affinché gli errori del passato non si ripetano.

È questo l’impegno che prendiamo davanti ai nostri fratelli giuliano-dalmati, che hanno ancora vivi nelle loro menti i ricordi delle violenze e delle privazioni patite. Nell’anno delle celebrazioni dei 1600 anni della fondazione di Venezia essere qui a ricordare questa giornata assume una valenza ancora più significativa per la nostra città: è l’occasione per ribadire il nostro legame di sangue, storia e cultura con quelle persone e con quelle terre, con l’impegno solenne di restare sempre vigili e memori”.

“Noi dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – ha aggiunto Cuk – ringraziamo il Comune di Venezia, il sindaco Brugnaro e la presidente Damiano per questa collaborazione sempre più intensa ed efficace. Quest’anno vivremo in maniera diversa la ricorrenza, con molti eventi in streaming e tante celebrazioni in presenza fatte in maniera più intima, nel rispetto delle restrizioni vigenti. Ma questo non toglie nulla all’importanza di ricordare la tragedia delle Foibe e degli esuli. Una ricorrenza che, sulla base della legge 92 del 2004, riconsegna pagine di storia sulla complessa vicenda del confine orientale che erano state per troppo tempo dimenticate. A Venezia già nel 1984, ben prima della legge 92, venne intitolato, grazie all’interesse di Gaetano Zorzetto, un monumento nel cimitero di Mestre alle vittime dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia. A testimonianza di una collaborazione pluridecennale che, sicuramente, andrà avanti nel tempo”.

“È con vivo piacere che ringraziamo il Comune di Venezia per aver dato a questo spettacolo la possibilità di poter essere replicato in streaming, vista l’impossibilità di viverlo dal vivo in teatro”, ha spiegato il regista Castelletti. “Giulia nasce con l’intento di provocare interesse su questioni complesse, come quella del confine orientale. Fatti che ci toccano da vicino, persone italiane che si sono trovate, in breve tempo, straniere là dove hanno sempre vissuto. Al centro dello spettacolo c’è il dramma della gente comune, che la guerra l’ha subita e persa e non l’ha voluta. E che oltre ad una guerra ha perso pezzi interi della propria esistenza. Oggi si parla di accoglienza, di popoli che provengono da altre culture, che arrivano nel nostro Paese. Gli esuli erano italiani che non hanno trovato accoglienza in Italia”.

“Rivolgo un sincero ringraziamento ad Alessandro Cuk e al regista Andrea Castelletti e un caloroso saluto a quanti seguono queste iniziative da casa”, ha affermato la presidente Damiano. “Oggi l’Italia ricorda migliaia di connazionali che in quel tragico periodo storico, dal 1943 al 1947, subirono atrocità che seguivano un disegno di pulizia entica, culturale e politica perpetrato dalle milizie jugoslave. Bisogna tenera alta l’attenzione su una vicenda dolorosa e complessa, troppo a lungo trascurata che ha trovato legittimazione grazie alla legge 30 marzo 2004. Venezia, però, è sempre stata sensibile a questa pagina di storia, proponendo, anno dopo anno, sempre più numerosi momenti di approfondimento e riflessione. Eventi che si articolano per tutto il mese di febbraio e a volte si spingono anche a marzo e che coinvolgono tutto il territorio. La città di Venezia fa della memoria e del ricordo capisaldi di civiltà e rispetto verso chi ha difeso, fino alle estreme conseguenze, la propria dignità. Come istituzioni abbiamo la responsabilità civile di testimoniare e l’obbligo morale di trasmettere questa storia alle nuove generazioni. Con queste iniziative rivolgiamo alle vittime delle Foibe e dell’esilio il nostro sincero ricordo. Continuiamo a sanare questa ferita profonda nella nostra memoria e – ha concluso – nella nostra coscienza nazionale”.

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