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Germania ha ospedali al collasso: arriva obbligo vaccinale e manda malati in Italia

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La Germania ha gli ospedali al collasso: sta per introdurre l’obbligo vaccinale ed ha cominciato il trasferimento di malati in Italia che ha dato disponibilità.
Il carico degli ospedali è immenso “e le persone non ce la fanno più”. Nella Germania messa alle corde dalla nuova ondata della pandemia, l’ultimo allarme sulla situazione “altamente drammatica” delle terapie intensive arriva dal Baden-Wurttemberg, il land nel cuore dell’Europa al confine con Francia e Svizzera, dove i malati di Covid-19 potrebbero essere accolti oltre che in Lombardia, che ha già dato la sua disponibilità in uno scambio di solidarietà dopo l’accoglienza tedesca di numerosi malati dagli ospedali bergamaschi durante la prima ondata.

Aereo attrezzato per il trasferimento di malati con volo di Stato tedesco fuori dalla Germania
Aereo attrezzato per il trasferimento di malati con volo di Stato tedesco fuori dalla Germania

Misure d’emergenza già prese da diversi lander tedeschi e che ora potrebbero ampliarsi, dopo che la Baviera nei giorni scorsi aveva già inviato in Italia due pazienti, a Bolzano e Merano.
Mentre Berlino si appresta a varare nella conferenza Stato-regioni di giovedì una nuova stretta, tra lockdown per i no vax e super green pass, e allarga la campagna vaccinale anche a farmacie e studi odontoiatrici, il cancelliere tedesco in pectore Olaf Scholz aggiunge la sua voce al coro dei sostenitori di un obbligo “generalizzato” dell’immunizzazione, che in Europa si fa sempre più rumoroso.
Il Parlamento, ha assicurato, deciderà entro fine anno, e in caso di via libera la stretta entrerebbe in vigore a “inizio febbraio o inizio marzo”.

Decisa per prima dall’Austria, che per i renitenti dal primo febbraio studia una multa da 3.600 euro, la misura è stata annunciata oggi anche dalla Grecia per gli over 60, con una sanzione mensile di 100 euro per chi non si adeguerà all’obbligo entro il 16 gennaio: una scelta che il premier Kyriakos Mitsotakis ha definito come “il prezzo da pagare per la salute”.

Intanto, in Europa i contagi continuano a galoppare. Nei Paesi Bassi, dove l’ultimo bilancio certifica il più alto numero di vittime da quasi nove mesi, le autorità sanitarie hanno rivelato che la variante Omicron era presente nel Paese già una settimana prima di quanto si credesse in precedenza in due campioni di prova prelevati il 19 e 23 novembre.

Preoccupato dalla circolazione del virus, l’Organizzazione mondiale della sanità consiglia agli over 60 e alle persone fragili di non viaggiare.
Ma i primi dati scientifici giunti da Israele mostrano che con tre dosi di vaccino Pfizer si è protetti dalla variante Omicron.
“La situazione è sotto controllo e non c’è motivo di panico”, ha detto il ministro della Sanità Nitzan Horowitz. Per contenere la nuova mutazione del virus – 42 i casi confermati finora dall’Ecdc in Ue, tutti con sintomi lievi o asintomatici – prosegue quindi la corsa alla terze dosi.

Il premier britannico Boris Johnson ha assicurato che il suo governo intende garantire il booster a tutta la popolazione adulta entro fine gennaio, mentre nel Regno è entrato oggi in vigore l’obbligo di tampone molecolare per chi arriva dall’estero.
In Francia, invece, le autorità sanitarie hanno raccomandato la vaccinazione per i bambini dai 5 agli 11 anni a rischio.
In Russia infine, dove si sono registrati altri 1.229 decessi in 24 ore, il presidente Vladimir Putin ha incaricato il governo di redigere entro una settimana “un piano d’azione aggiornato”.
E fuori dall’Europa, il governatore dello Stato indiano del Kerala ha annunciato oggi che le autorità non garantiranno più le cure gratuite ai malati non vaccinati.

Il Giappone, intanto, fa capire quanto rigore vi sia nella sua decisione di chiudere le frontiere.
Il paese nipponico ha vietato l’ingresso anche ai cittadini stranieri con permesso di soggiorno provenienti dai paesi considerati i focolai della nuova variante Omicron del Covid-19.
Lo ha detto in una conferenza il portavoce del governo Hirokazu Matsuno, spiegando che la misura rimarrà valida “per qualche tempo” e va ad aggiungersi a quelle già in vigore per gli stranieri che non sono residenti in Giappone.

Le dieci nazioni ai quali cittadini non sarà consentito l’ingresso nel Paese sono Angola, Botswana, Eswatini, Lesotho, Malawi, Mozambique, Namibia, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe.

A inizio settimana Tokyo aveva deciso di chiudere le frontiere a tutti i passeggeri dall’estero, inclusi gli studenti e le persone in viaggio di affari, per tentare di arginare l’espansione delle infezioni da Covid, a causa dell’alto rischio di contagiosità del nuovo ceppo sudafricano.

Nella giornata di ieri in Giappone è stato riscontrato il primo caso della nuova variante che ha riguardato un uomo sulla trentina proveniente dalla Namibia nella giornata di domenica all’aeroporto di Narita, e prontamente isolato in una struttura governativa.

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La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Il PIL,la ripresa….queste priorità ci faranno fuori prima del covid….se il mondo al posto di protestare per il green pass protestasse per un cambiamento del modello economico si risolverebbe green deal, convivenza con epidemia, riduzione migrazioni, PIL,ecc…

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