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George Clooney e Brad Pitt a Venezia presentano due “Fixer”

Ieri è stata la giornata di The Order, thriller basato su fatto esistito realmente tra il 1983 e il 1984. Tra i crimini di quel periodo l’omicidio di Alan Berg, celebre conduttore radiofonico la cui storia fu raccontata da Oliver Stone in Talk Radio. The Order basava la sua ‘filosofia’ sul già citato romanzo distopico […]

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Ieri è stata la giornata di The Order, thriller basato su fatto esistito realmente tra il 1983 e il 1984. Tra i crimini di quel periodo l’omicidio di Alan Berg, celebre conduttore radiofonico la cui storia fu raccontata da Oliver Stone in Talk Radio.
The Order basava la sua ‘filosofia’ sul già citato romanzo distopico di ultradestra The Turner Diaries, scritto nel 1978 da William Luther Pierce, fondatore di un altro movimento neonazista americano, la National Alliance.
La polizia brancola nel buio e sarà proprio Jude Law, poliziotto Fbi, agente di stanza nella pittoresca e sonnolenta cittadina di Coeur d’Alene in Idaho, a capire che non si tratta di criminali comuni, ma di un gruppo di pericolosi terroristi di destra al seguito di un leader radicale e carismatico.

Oggi a Venezia i riflettori sono puntati su alcuni dei divi più attesi. Brad Pitt e George Clooney tornano insieme sul grande schermo nel film fuori concorso “WOLFS” di Jon Watts, una commedia action che li vede nei panni di due fixer, esperti nel risolvere problemi scomodi, costretti a collaborare per cancellare le tracce di un crimine.
In concorso troviamo invece Adrien Brody con “THE BRUTALIST” di Brady Corbet, un ambizioso progetto girato in 70 mm che racconta la storia di László Tóth, un architetto ebreo sopravvissuto all’Olocausto. Il film, della durata di 215 minuti, segue Tóth nel suo difficile cammino verso il sogno americano, dopo essere emigrato negli Stati Uniti con la moglie.

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Sempre in gara, “AINDA ESTOU AQUI (I’M STILL HERE)” di Walter Salles, tratto dal romanzo di Marcelo Rubens Paiva, che esplora le drammatiche conseguenze della dittatura militare in Brasile nel 1971 su una famiglia costretta a reinventarsi dopo un tragico atto di violenza.
Il fuori concorso vede anche il ritorno di Marco Bellocchio con il corto “SE POSSO PERMETTERMI – CAPITOLO II”, seguito di un’opera realizzata nel 2019 in collaborazione con gli studenti della Bottega XNL. Debuttano inoltre Alice Rohrwacher e l’artista francese JR con il cortometraggio “ALLÉGORIE CITADINE”, ispirato all’allegoria della caverna di Platone.

Nel programma Orizzonti, l’italiano Francesco Costabile presenta “FAMILIA”, un dramma familiare su un padre violento che, dopo dieci anni di assenza, cerca di ricostruire il rapporto con i figli, gettando la famiglia nel caos.
A rappresentare il cinema italiano nella Settimana della Critica è “ANYWHERE ANYTIME” di Milad Tangshir, che narra la storia di Issa, un giovane migrante a Torino che tenta di ricostruire la sua vita lavorando come rider, fino a quando il furto della sua bicicletta gli stravolge nuovamente l’esistenza.

G.P.
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Giornalista professionista di grande esperienza. Firma prestigiosa delle più note testate di Venezia e del Veneto. g_p@lavocedivenezia.it
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