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Gennaro Sangiuliano denuncia Maria Rosaria Boccia. Il testo delle dimissioni

È scontro aperto tra il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia. Dopo un lungo confronto con il suo legale, l’avvocato Silverio Sica, il ministro ha deciso di sporgere denuncia contro la donna, accusata di tentata estorsione e violazione della privacy. “Non ha nulla da temere,” dichiara il legale del ministro, […]

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È scontro aperto tra il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’imprenditrice campana Maria Rosaria Boccia. Dopo un lungo confronto con il suo legale, l’avvocato Silverio Sica, il ministro ha deciso di sporgere denuncia contro la donna, accusata di tentata estorsione e violazione della privacy. “Non ha nulla da temere,” dichiara il legale del ministro, aggiungendo che le accuse mosse da Boccia sono infondate e prive di riscontri.
Secondo l’avvocato Sica, nessuna prova dimostra che Sangiuliano sia stato oggetto di ricatti. “Il ministro può consegnare il suo cellulare senza problemi, non c’è nulla di compromettente,” ribadisce. E accusa Boccia di aver agito per vendetta, dopo il mancato ottenimento di una nomina a cui aspirava. La denuncia sarà quindi indirizzata alla procura, che dovrà ora valutare l’apertura di un’indagine.

Al momento, non risultano indagini ufficiali sul caso Sangiuliano-Boccia. L’esposto presentato dal portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli, non ha ancora portato all’apertura di fascicoli presso la Procura di Roma. Nell’esposto si ipotizzano reati come peculato e rivelazione di segreto d’ufficio, supportati da articoli di stampa e materiale pubblicato sui social dalla stessa Boccia. I magistrati dovranno ora decidere se procedere con un fascicolo inizialmente senza indagati né precise ipotesi di reato, per poi approfondire le accuse.

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Nel frattempo, la Corte dei Conti del Lazio ha avviato verifiche per un possibile danno erariale legato al caso. La Procura regionale, coordinata da Paolo Luigi Rebecchi, sta valutando eventuali violazioni nell’utilizzo di denaro pubblico. Fonti qualificate fanno sapere che la vicenda non è passata inosservata e che sono in corso valutazioni su possibili irregolarità.

In una nota ufficiale, l’ex ministro Sangiuliano ha accolto positivamente l’avvio delle verifiche da parte della Corte dei Conti: “Sono lieto di sapere che la Corte stia considerando l’apertura di un fascicolo. In questo modo, potrò chiarire che non sono stati spesi fondi pubblici e che il Ministero non ha utilizzato neanche un euro per viaggi o trasferimenti della signora Boccia.”

Questa la lettera con cui il ministro ha rassegnato le proprie dimissioni.
“Caro Presidente, cara Giorgia, dopo aver a lungo meditato, in giornate dolorose e cariche di odio nei miei confronti da parte di un certo sistema politico mediatico, ho deciso di rassegnare in termini irrevocabili le mie dimissioni da Ministro della Cultura. Ti ringrazio per avermi difeso con decisione, per aver già respinto una prima richiesta di dimissioni e per l’affetto che ancora una volta mi hai testimoniato. Ma ritengo necessario per le Istituzioni e per me stesso di rassegnare le dimissioni. Come hai ricordato di recente, stiamo facendo grandi cose, e lo dico come comunità politica e umana alla quale mi sento di appartenere”.

“Sono fiero dei risultati raggiunti sulle politiche culturali in questi quasi due anni di Governo. A partire dall’aver messo fine alla vergogna tutta italiana dei musei e dei siti culturali chiusi durante i periodi di ferie, aver incrementato in appena un anno il numero dei visitatori dei musei (più 22 per cento) e gli incassi degli stessi (più 33 per cento). A dicembre a Milano aprirà palazzo Citterio acquistato dal ministero nei primi anni Scttanta e poi rimasto inutilizzato per decenni. Sono ben avviati grandi progetti come l’ex Albergo dei Poveri di Napoli, l’ampliamento degli Uffizi in altre sedi e l’investimento per la Biennale di Venezia. Per la prima volta in Italia sono state organizzate grandi mostre su autori personaggi storici che la sinistra aveva ignorato per ragioni ideologiche. Sono consapevole, inoltre, di aver toccato un nervo sensibile e di essermi attirato molte inimicizie avendo scelto di rivedere il sistema dei contributi al cinema ricercando più efficienza e meno sprechi”.

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“Questo lavoro non può essere macchiato e soprattutto fermato da questioni di gossip. Le Istituzioni sono un valore troppo alto e non devono sottostare alle ragioni dei singoli. Io ho bisogno di tranquillità personale, di stare accanto a mia moglie che amo, ma soprattutto di avere le mani libere per agire in tutte le sedi legali contro chi mi ha procurato questo danno, a cominciare da un imminente esposto alla Procura della Repubblica, che intendo presentare. Qui è in gioco la mia onorabilità e giudico importante poter agire per dimostrare la mia assoluta trasparenza e correttezza, senza coinvolgere il Governo. Mai un euro del ministero è stato speso per attività improprie. L’ho detto e lo dimostrerò in ogni sede. Non solo. Andrò fino in fondo per verificare se alla vicenda abbiano concorso interessi diversi e agirò contro chi ha pubblicato fake news in questi giorni”.

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