Gallera: “Curioso non ci sia ancora aggiornamento dati”

ultima modifica: 09/11/2020 ore 08:59

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Italiano ricoverato grave. Assessore: rimanete a casa

Gallera: “Curioso non ci sia ancora aggiornamento dati”. Si parla di quei dati che contengono i parametri per decidere se una regione deve passare da una zona gialla a una arancione, o da una arancione a una rossa, ad esempio. Dati che, conseguentemente, contengono quei provvedimenti di chiusura che molti governatori vogliono evitare alle attività economiche.
“Noi abbiamo assunto delle misure prima di quelle del Governo, abbiamo fatto una prima ordinanza con il coprifuoco alle 23 prima del Governo. Troviamo un po’ curioso che giovedì si sia fatto un Dpcm quando venerdì dovevano uscire i nuovi dati. A oggi non abbiamo ancora l’aggiornamento che per 24 settimane è uscito il venerdì e questo è un po’ curioso”.
Sono le parole dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera in collegamento con Live Non è la D’Urso su Canale 5.
Quanto alla possibilità di allentare i divieti, Gallera ha spiegato: “E’ evidente che appena il sacrificio dei lombardi avrà prodotto un risultato, cioè ridotto la diffusione del virus,


immediatamente bisogna allentarli, trovando un equilibrio che non porti a richiudere da lì a poche settimane. Però i lombardi che si sacrificano e che riescono a ridurre il contagio meritano di poter tornare a operare”.
L’assessore ha anche espresso parole che contenevano risentimento verso “qualche altra” regione: “Quello che noi contestiamo anche rispetto alla scelta del Governo è che non si capisce come mai altre Regioni che hanno situazioni di grandissima sofferenza degli ospedali sono state messe in giallo. Voi avete citato la Campania, ma potremmo citare il Lazio, la Liguria, l’Abruzzo. Questo non aiuta a cercare di affrontare in maniera radicale, ma ristretta nel tempo, la diffusione del virus, ma si protrarrà la sofferenza dei commercianti e e delle partite Iva”.
“Quel Dpcm – ha aggiunto Gallera – doveva contenere anche le misure automatiche di ristoro. Allora la gente non sarebbe così arrabbiata”.
Oggettivamente, però, la pressione sugli ospedali della Lombardia – che stanno recuperando posti letto per i malati Covid – è molto alta. Anche se nella prima domenica come zona rossa i nuovi positivi sono nettamente diminuiti: 6.318, con una percentuale rispetto ai tamponi del 16,5% mentre ieri era del 24,9%, continuano ad aumentare i ricoveri; ad oggi 6875.
La situazione è problematica soprattutto nelle province che erano state risparmiate dalla prima ondata come Milano, Varese e Monza, dove secondo il sindaco Dario Allevi il San Gerardo “ha le ore contante”.
Anche per questo, in una riunione con le varie aziende ospedaliere l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha chiesto l’impegno ad accogliere pazienti

alle strutture meno sotto stress come quelle di Brescia, Bergamo e Cremona. E ha dato mandato alle Ats (le ex Asl) di contrattualizzare 1.500 nuovi posti letto sanitari per i malati meno gravi e per i positivi che si trovano nelle rsa, in modo da isolarli dagli altri ospiti delle strutture per anziani.
E’ la terza richiesta di recuperare posti covid dopo la prima di 1.550 letti di intensiva, subintensiva e per acuti e la seconda di 4000.
A Milano da oggi la maggior parte dei codici verdi (cioè i casi meno gravi) sospetti covid viene portata dalle ambulanze non negli ospedali ma nel Check Point Clinico Avanzato (CPCA) realizzato dall’esercito in via Novara, alla periferia Nord Ovest della città in modo da alleggerire i pronto soccorso.
Buona parte viene poi inviata in strutture ospedaliere anche fuori provincia (di preferenza a Bergamo o Brescia).
A Monza resta aperto il pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo ma i malati in codice verde vengono indirizzati in strutture meno cariche.
La capienza dell’Asst, ovvero l’azienda ospedaliera brianzola, è di circa 600 letti. A ieri sera 438 erano occupati da pazienti Covid, di questi 38 in terapia intensiva.
Bastano questi numeri a capire la situazione in provincia e per comprendere la preoccupazione del sindaco Allevi. “A marzo – ha spiegato in un’intervista al Corriere della Sera – il nostro ospedale San Gerardo si è totalmente riconvertito a ospedale Covid ricoverando


600 malati, il 75% provenienti proprio da Bergamo, Brescia e Cremona”. Ora “mi aspetto la stessa solidarietà che noi abbiamo dimostrato in primavera” ha aggiunto.
A Varese, dove ci sono circa 500 pazienti Covid, la maggior parte è all’ospedale di Circolo ma sono stati aperti reparti anche ad Angera, Luino e da ieri a Tradate.
Al San Gerardo – dove il sindacato di infermieri Nursind propone di cercare altro personale all’estero – si stanno riconvertendo alcuni aree, come le piccole sale operatorie del day hospital come spazi di subintensiva e viene riconvertito un reparto al giorno. Alcuni pazienti sono già stati mandati a Desio, a Vimercate, al Policlinico e all’ospedale in fiera.


Nel frattempo si riduce sempre più l’attività programmata non indifferibile (è ormai bloccata nelle strutture che non sono hub per qualche specialità e diminuisce progressivamente negli altri plessi) in modo da riconvertire posti letto e personale, nell’attesa che facciano effetto le misure anticontagio.

(articolo: coronavirus/covid, ospedali, posti letto lombardia, 091120)

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