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Gabbiani a Venezia, è allarme. Il racconto dell'anziana che se lo è trovato in casa

I gabbiani a Venezia stanno diventando sempre più molesti: attaccano il cibo avvistato in maniera sempre più veemente incuranti della presenza di persone.
Trascurando le problematiche inerenti l’igiene, bisogna ammettere che il fenomeno diventa problema sempre più importante e la speranza è che non venga affrontato solo quando qualcuno ne resterà ferito.

Il caso di oggi riportato dalla nostra foto esclusiva racconta in immagine il livello di azzardo raggiunto dagli animali che piombano sull’obiettivo a prescindere dalla presenza dell’uomo. Una famigliola di turisti venezuelani si ferma per un momento di ristoro in uno dei caffè storici di San Marco. Arrivano le ordinazioni, neanche il tempo di mettersi in posa per un selfie con sfondo Basilica che arriva il predatore.

Il gabbiano plana sul vassoio: già con lo spostamento d’aria dell’imponente apertura alare sposta l’equilibrio e il vassoio con bibite e cibo sta per schiantarsi al suolo.
Bicchieri e piatti rotti: cocci di vetro e cibo da buttare con il volatile che arraffa e si allontana come un fulmine con la preda.

Disagio e disappunto tra gli operatori (che da tempo faticano a lavorare in queste condizioni) e nei turisti, anche se in un primo momento, essendo in modalità-vacanza, il fuori-programma li diverte con il primo approccio inconsapevole simile a quello di una sorta di parco naturale dato che gli animali, evidentemente, vengono tollerati. Per questo non c’è percezione di pericolo tanto che la signora prova ad allontanarlo amichevolmente con la mano.

Ma il problema non si fa sentire solo nei bar. Un operatore di un noto albergo ci racconta come da tempo tentino di allontanare i volatili (tra cui i piccioni) dalla terrazza all’ultimo piano (dove a volte diventa impossibile preparare le colazioni) grazie all’intervento di un falconiere. Il falco viene fatto volare sopra l’area una volta ogni quindici giorni per qualche ora e questo aiuta a tenere lontani i predatori minori in maniera naturale ed ecologica.

Ma neanche con questo deterrente il problema è risolto. E’ solo spostato.

I gabbiani che non trovano più il cibo nei posti abituali, lo cercano altrove, non è che emigrino.
Ecco quindi il racconto sconvolgente di una anziana che vive sola in un ultimo piano della zona Fondamente Nove.

“Una mattina ero a letto e sento rumori in cucina. Mi avvicino con cautela e vedo questo gabbiano che sta beccando la pasta che era avanzata nella pentola. Per arrivare al cibo aveva fatto cadere il coperchio e stava mangiando indisturbato”.

“Istintivamente mi viene da gridare e l’animale si spaventa cominciando a sbattere contro i muri avendo dimenticato l’accesso da cui era entrato. Ad un certo punto crede di vedere l’uscita e vola a razzo contro il grande specchio del corridoio mandandomelo in frantumi. Alla fine, con la scopa, sono riuscita ad indirizzarlo verso la finestra da cui era entrato. Era la finestra della cucina che avevo aperto la mattina presto per cambiare l’aria” ci racconta la signora.

“Sono stati due minuti di paura vera. Direi di terrore. L’animale con le ali aperte sarà stato un metro e mezzo, se pensate che io sono 1,50 ed ho passato gli 80 … fate voi…” conclude l’anziana.

I gabbiani a Venezia hanno cominciato a spingersi nel centro abitato quando il piano Veritas di raccolta porta-a-porta ha fatto giustamente sparire i sacchetti di rifiuti dalle strade.

Ma ora, come dicevamo in apertura, il problema non è risolto. E’ solo spostato.

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