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Ancora un femminicidio. Con una modalità tra le più barbare, se possibile. Manuela Petrangeli, fisioterapista di 50 anni, è stata uccisa a fucilate in pieno giorno dall’ex compagno Gianluca Molinaro. L’orrendo crimine si è consumato poco prima delle 14, mentre la vittima stava salendo in macchina per andare a prendere il figlio a casa dei nonni dopo il turno di lavoro.
Secondo le prime ricostruzioni, l’assassino, a bordo di una Smart, si è avvicinato alla donna e ha sparato con un fucile a canne mozze. Gli spari sono stati segnalati immediatamente al 112, ma purtroppo, nonostante i tempestivi soccorsi, per Manuela non c’è stato nulla da fare. La donna lavorava presso la casa di cura Villa Sandra, a pochi metri dal luogo del delitto.
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Scopri come fare
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le ricerche dell’aggressore. Tuttavia, le indagini hanno avuto una svolta rapida: Gianluca Molinaro, ex compagno della vittima, si è costituito in una vicina caserma dei carabinieri. Pare che sia stata la sua ex compagna, madre della sua prima figlia, a convincerlo a consegnarsi alle autorità dopo aver ricevuto una sua chiamata subito dopo l’omicidio.
Molinaro, operatore sociosanitario presso un altro centro di riabilitazione, è stato posto in stato di fermo. Gli investigatori stanno ora ascoltando parenti, amici e conoscenti per far luce su eventuali motivi dietro questo drammatico gesto. Dai primi accertamenti, sembrano emergere dei dissidi tra la coppia, che si era separata tre anni fa, ma non risultano denunce presentate da Manuela in passato. Sembra che la donna avesse cercato di proteggere il figlio da ulteriori traumi.
L’ultima telefonata di Manuela è stata proprio per il suo bambino di 9 anni, rassicurandolo con un tenero “Amore, sto arrivando da te”. Subito dopo, la tragedia: mentre sexuccisaex comptava salendo in macchina, l’ex compagno si è avvicinato e ha sparato. La donna ha tentato invano di ripararsi, ma uno dei colpi l’ha raggiunta in pieno petto.
Sgomento e incredulità tra i colleghi di Manuela, che fino a pochi minuti prima avevano parlato con lei. “Mai nessuna avvisaglia – raccontano – sembravano avere rapporti civili, come tante coppie che si separano”.
L’assassino l’ha prima colpita a un braccio e la donna ha cercato di scappare. E’ corsa via, ha provato a ripararsi dietro a un’auto parcheggiata, ma lui si è avvicinato ed ha mirato al petto e il colpo è stato micidiale.
Le colleghe raccontano all’Adnkronos: “Una donna davvero per bene, un’amica e una professionista – aggiunge Maria Cristina, collega di Manuela – Mai avremmo immaginato una cosa del genere perché mai ci aveva raccontato di liti o situazioni difficili. Erano separati da circa tre anni, ma nessuna crisi”.
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Questi uomini vanno condannati all’ergastolo e punto.