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mercoledì 22 Settembre 2021

Fiera Bibione, intimidazioni mafiose e estorsioni: arresti

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Fiera di Bibione: infiltrazioni della malavita organizzata allo scopo di condizionare i commercianti. Operazione della Dia di Trieste oggi.
Sono numerose infatti le ordinanze cautelari in carcere eseguite questa mattina in Veneto e Friuli Venezia Giulia, da parte del personale della Direzione Investigativa Antimafia e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trieste.
Gli arrestati devono rispondere, a vario titolo, di diversi episodi di estorsione aggravata dal metodo mafioso, per avere costretto con reiterate condotte intimidatorie numerosi commercianti ambulanti friulani e veneti a non esercitare la propria attività imprenditoriale e al fine di impedire il regolare svolgimento di una nota manifestazione fieristica a Bibione (Venezia).

L’attività è coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste.
Secondo gli investigatori, lo scopo era riuscire a ottenere un diretto controllo delle attività economiche e condizionare così il libero mercato e lo sviluppo economico e sociale della località turistica.
In alcuni episodi sono state organizzate spedizioni punitive con armi nei confronti di chi non sottostava alla egemonia imposta dal capo del gruppo criminale anche in altre manifestazioni fieristiche del litorale friulano-veneto.
Sono ancora in corso perquisizioni con l’ausilio di uomini e donne dei Reparti territoriali della Polizia, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, nonché dai militari dell’8/o Reggimento Genio Guastatori di Legnago nei luoghi nella disponibilità delle persone indagate nelle province di Udine, Venezia e Pordenone.

“Il mio ringraziamento alla Dia, alla Guardia di Finanza ed alla Dda di Trieste per l’operazione che ha visto decine di arresti per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel Veneto orientale e nel Friuli Venezia Giulia”. Lo dice il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra dopo gli arresti scattati a Trieste.
“Infiltrazioni di camorra in un territorio che si pensava immune e proprio questa convinzione di impermeabilità a certi fenomeni è il grave errore di chi si reputa invulnerabile – aggiunge – Non solo quindi infiltrazione economica, quella silente, ma anche quella della violenza diretta”.

“Plaudo alle forze dell’ordine e alla magistratura, ma è necessario sollecitare l’attenzione e la sensibilità dei cittadini, degli operatori economici a denunciare, a porre subito un argine a queste degenerazioni mafiose. Trieste che sembra così lontana dai territori tipicamente investiti da fenomeni criminali – conclude – dimostra come l’attenzione della politica non deve mai venire meno né illudersi per ipotetiche zone di immunità. La commissione Antimafia potrebbe pianificare una prossima missione a Trieste proprio per indagare a fondo quanto sta succedendo e dare un segno concreto di presenza e vicinanza alla società civile sana e onesta che non piega la testa”.

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