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Venezia. Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri di Venezia per capire perché un veneziano girava con una pistola pronta a fare fuoco in tasca. I carabinieri erano sulle sue tracce per notificargli un ordine di carcerazione legato a una condanna definitiva di 9 mesi per fabbricazione di documenti falsi così, appena avvistato, l’hanno fermato.
Il veneziano, un 40enne già noto alle forze dell’ordine, è stato fermato il 27 agosto scorso nei pressi di via Garibaldi, a Castello e, al controllo. è emerso il dettaglio inquietante: l’uomo aveva con sé una pistola calibro 7,65 con la matricola abrasa, portata con assoluta nonchalance, come se fosse normale.
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Scopri come fare
L’arresto è avvenuto senza resistenza, ma il ritrovamento dell’arma ha sollevato molti interrogativi. Il quarantenne, con precedenti legati anche al traffico di droga, è stato immediatamente condotto in carcere per scontare la pena prevista dalla condanna. Tuttavia, il possesso della pistola ha fatto scattare una nuova inchiesta, condotta dai carabinieri sotto la direzione del pubblico ministero Alessia Tavarnesi.
L’arresto è stato convalidato dall’ex presidente dell’Ufficio per i giudici delle indagini preliminari, Luca Marini, che, prima di lasciare il suo incarico, ha anche emesso un’ordinanza di custodia cautelare per consentire ulteriori accertamenti sull’arma. La pistola, completamente carica, pone una serie di domande preoccupanti: cosa ci faceva un pregiudicato armato per le vie di Venezia? Chi temeva o chi intendeva minacciare? E da dove proviene quest’arma priva di matricola?
Le indagini proseguiranno per stabilire se la pistola sia funzionante e se possa essere collegata ad altri crimini. Gli inquirenti analizzeranno l’arma e i proiettili, verificando se siano mai stati utilizzati in precedenza, grazie all’incrocio dei dati balistici con la banca dati nazionale.
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