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Ecco James Bond oggi, ma vi stupirà lo stesso

Ecco com’è James Bond oggi. Deluse? Delusi? Ma con il tempo tutto si evolve e oggi c’era bisogno di un’altra versione di Daniel Craig, una che offrisse una prova magistrale al bellissimo film di Guadagnino. Le prime recensioni internazionali già celebrano il film: “Craig è ipnotico nel dramma erotico di Guadagnino”, scrive The Guardian, mentre […]

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Ecco com’è James Bond oggi. Deluse? Delusi? Ma con il tempo tutto si evolve e oggi c’era bisogno di un’altra versione di Daniel Craig, una che offrisse una prova magistrale al bellissimo film di Guadagnino. Le prime recensioni internazionali già celebrano il film: “Craig è ipnotico nel dramma erotico di Guadagnino”, scrive The Guardian, mentre Indiewire lo definisce “straziantemente intenso”. Deadline elogia Craig per aver centrato lo spirito sardonico di Burroughs in quello che potrebbe diventare uno dei grandi adattamenti letterari contemporanei, spingendo il film verso la strada dell’Oscar.

Un cuore Queer batte forte alla Mostra del Cinema di Venezia. Protagonista della giornata è il nuovo film di Luca Guadagnino, “Queer”, terzo dei cinque titoli italiani in gara per il Leone d’oro. Sul red carpet sfilano l’amato regista di “Chiamami col tuo nome” e un protagonista d’eccezione: Daniel Craig, nei panni dell’alter ego di William S. Burroughs. Tra gli ospiti spicca anche Pedro Almodovar, che ha acceso la serata precedente con “La stanza accanto”, interpretato da Tilda Swinton e Julia Roberts.

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E il film del giorno è senza dubbio “Queer”, l’atteso nuovo lavoro di Guadagnino con Daniel Craig nel ruolo del protagonista Lee, l’alter ego di Burroughs: un omosessuale, alcolista e dipendente da droghe, che si muove nella sordida Città del Messico degli anni ’50. Craig, ex James Bond, incarna un americano espatriato che perde la testa per il giovane Eugene Allerton, interpretato da Drew Starkey, in una storia di attrazione fatale.

Guadagnino ha voluto trasportare sullo schermo un romanzo che lo ha segnato fin dalla giovinezza. “Quando lessi il libro di Burroughs avevo 17 anni, mi ha cambiato la vita. Ho inseguito i diritti per anni e finalmente il sogno si è avverato”, ha dichiarato il regista. Craig, intanto, parla delle sfide legate alle scene di sesso con Starkey: “Volevamo che tutto sembrasse reale e naturale. Per rompere la tensione, abbiamo ballato. Il resto è venuto da sé”.

Con una produzione imponente, girata in parte a Cinecittà, “Queer” è stato realizzato da Guadagnino con la sua società Frenesy e Lorenzo Mieli per The Apartment, e arriverà nelle sale italiane con Lucky Red.

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Il film si immerge nella solitudine tossica del protagonista, tra le notti messicane e la ricerca della yage in Sud America. “Queer è una storia d’amore radicale che ci ricorda la condizione umana: siamo soli”, dice Guadagnino. Craig, invece, affronta senza timori il rischio di spiazzare il pubblico: “Non ho controllo sulla mia immagine. Scelgo ruoli che mi sfidano e che sfidano il pubblico”.

Daniel Craig in Queer di Guadagnino

Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. La Mostra del Conformismo Figo.

    Non che sia una novità….ce lo ha già spiegato Alberto Sordi nelle “vacanze intelligenti”.
    E finitela col manierismo, risparmiate i biglietti fighetti e riguardatevi quel film stupendo (“Cho sò principi questi di dietro? Sì principi e principesse…..) almeno ristentite un pò di veneziano autentico.

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