E’ morto Franco Renzulli, il “maestro” del colore a Venezia

ultima modifica: 21/11/2020 ore 16:26

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“Le mostre non servono, tutte le mie opere prenderanno il giusto posto”.
Lo diceva spesso Franco Renzulli a chi gli proponeva di mettere in mostra i suoi dipinti con la finalità di venderli, farsi pubblicità. Pittore veneziano, 75 anni, Renzulli si è spento lunedì notte a causa di malattia.
Aveva iniziato a dipingere fin dalla gioventù e non aveva mai smesso, girando molti paesi che poi hanno influenzato le sue opere su tela, grafiche e scultoree.
Era una delle figure artistiche più interessanti di Venezia, un personaggio che per anni ha lavorato silenziosamente e che annoverava tra le sue amicizie artisti come l’austriaco Friedensreich Hundertwasser e il francese René Brô.
Negli anni aveva esposto non solo a Venezia, ma in numerosissime città e paesi tra cui Stoccolma, Dakar, Praga, Vienna, New York. Viveva al Lido di Venezia e il suo studio si trova alla Salute, ma fino alla fine degli anni ’80 era all’ultimo piano dell’attuale “Casa dei Tre Oci”. Restava chiuso per ore a lavorare in quel piccolo spazio, ma nelle sue opere c’era tutto quello che aveva vissuto nei suoi viaggi in giro per il mondo. Nelle sue opere infatti, frammenti del reale e colori accesi. Chi lo conosceva


lo salutava con l’appellativo di “maestro” ma lo ricorda come una persona umile, schiva e riservata, sempre sorridente, dall’animo gentile. “Descriverlo in poche parole sarebbe ingiusto e troppo riduttivo – dice la moglie Veronica, raccolta nel dolore – era un uomo buono e all’antica, che ha vissuto fuori dagli schemi e non si faceva mai pubblicità, non amava mettersi in mostra”.
A ricordarlo è anche l’artista bulgaro Stefan Popdimitrov: “Il maestro faceva parte della triade Hundertwasser-Brô-Renzulli ed è stato l’ultimo a lasciare il palazzo della Casa dei Tre Oci. Mi mancherà la sua dolcezza e la grande umiltà, il profondo senso di umorismo e il suo profumo di rose bulgare. E’ mancata – aggiunge l’artista – un’altra grande personalità di Venezia. Un altro raffinato maestro di pittura. Un vero e grande amico di tutti”.
Renzulli era un cliente fedele del ristorante “Al Colombo” dove amava pranzare per l’amicizia fraterna che lo legava ad Alessandro Stanziani, il padre dell’attuale titolare del locale, chef e mecenate di molti artisti veneziani scomparso nel 2014. Lo stesso locale espone alcuni dipinti e un piatto da pane realizzati dal pittore veneziano. Renzulli lo si poteva salutare vicino all’ingresso del locale, che si trova in una corte a fianco del teatro Goldoni. Sedeva sempre allo stesso tavolo, il “suo” tavolino. “Era un maestro del colore – lo ricorda Domenico Stanziani, titolare del Colombo – li preparava ancora alla vecchia maniera, con l’uovo crudo. Era un grande artista e un uomo libero, come tutti i suoi amici”. Ad esempio, l’artista René Brault (René Brô).

“Ricordo di avergli chiesto, una volta, di dipingermi una delle sculture che ogni anno realizziamo in onore delle Marie del Carnevale – ricorda Stanziani – i colombi di cartapesta con le zampe in lume di Murano, e Renzulli mi rispose di no. Non mi offesi affatto, era un artista che dipingeva per ispirazione e in libertà, non su richiesta”.
Nato a Venezia nel 1945, Franco Renzulli ha trascorso la prima infanzia a Capodimonte, tornando poi nella sua città. Non ancora ventenne, iniziò a frequentare i corsi liberi di nudo dell’Accademia di Belle Arti a Venezia. Nei primi anni Sessanta il giovane artista, per assecondare le sue vocazioni, decise di partire ed esplorare nuovi paesi e diverse culture che ne influenzarono la produzione artistica: nel 1963 verso il nord dell’Europa, trascorrendo un lungo periodo a Copenaghen, in casa del pittore Giorgio Musoni. Poi la Danimarca, dove la moglie lo ricorda anche in alcune performance. E l’Africa. Un viaggio, questo, che diventò un legame profondo con il Continente Nero per quasi quindici anni. All’inizio degli anni Novanta Renzulli è partito alla volta di New York, altro periodo che ne influenza le opere, e dove poi è tornato più volte.


Nel 1976 alla produzione artistica si affiancò quella letteraria, con la stesura dei primi testi. L’amore per la letteratura proseguì fino alla pubblicazione di Ferule nel 1984, raccolta di articoli bizzarri e curiosi, illustrati in un’edizione di mille esemplari rilegata a mano, edita da Fallani a Venezia e con Livre de Taches raccolta in cento esemplari del 1989, dedicata a Renè Bro. Stanziani ricorda anche la pubblicazione “Collezione a colazione” scritta a quattro mani con Bruno Tosi, altro personaggio veneziano, giornalista e storico della musica, inventore della “Festa delle Marie” al carnevale veneziano.
Il funerale di Franco Renzulli si terrà venerdì 20 novembre alle 10 al cimitero di San Michele.

Giorgia Pradolin

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