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Due ore di tempesta e la terraferma è allagata. Veritas: “le idrovore hanno funzionato”

Il violento nubifragio che si è abbattuto sul veneziano non ha precedenti nei 200 anni prima dell’alba di ieri. Una tempesta così violenta che ha fatto emettere un sospiro di sollievo a molti quando pareva che l’intensità diminuisse, invece era una piccola pausa: tutto è ricominciato sempre con una furia mai vista per una durata […]

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Il violento nubifragio che si è abbattuto sul veneziano non ha precedenti nei 200 anni prima dell’alba di ieri. Una tempesta così violenta che ha fatto emettere un sospiro di sollievo a molti quando pareva che l’intensità diminuisse, invece era una piccola pausa: tutto è ricominciato sempre con una furia mai vista per una durata complessiva totale lunga circa due ore.

Acqua, acqua e poi ancora acqua con una forza tale che la rete idraulica è collassata dopo pochi minuti. Inutili le pompe in giardino o in garage, perché poi le condutture non ricevevano. Se poi mettiamo in conto che in molte case è stata sospesa l’energia elettrica – pare per centraline allagate – il disastro è stato completo. Strade allagate, scantinati allagati, piani terra allagati.

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Scopri come fare

Dopo una pioggia notturna leggera, e il crepitare dei tuoni in lontananza, il finimondo si è scatenato tra le 5 e le 7 del mattino. Allagati la Riviera del Brenta, Mira, Dolo, Spinea, Martellago, Mestre e Marghera. Oltre 300 le chiamate ai vigili del fuoco in tutto il Veneto.

Qualcosa non ha funzionato? La ricostruzione di “Veritas”:

Le tre idrovore che Veritas gestisce per conto del Comune di Venezia (Marghera-Ca’ Emiliani, Zelarino-via Castellana e Favaro-via monte Mesole) hanno regolarmente funzionato, scaricando come previsto l’acqua recapitata nei canali.
Hanno funzionato regolarmente anche le due vasche di laminazione di Mestre-via Torino (capacità 12.500 metri cubi) e piazzale Giovannacci, a Marghera, (capacità 8.000 metri cubi), che si sono riempite per rilasciare gradatamente l’acqua raccolta verso i depuratori, una volta finito il fenomeno.
Tuttavia, l’enorme quantità di acqua caduta in un tempo molto breve (la cosiddetta bomba d’acqua), è risultata di gran lunga superiore alla portata delle rete fognaria, causando quindi allagamenti.

Una situazione meteo con una furia mai vista, in ogni modo, a causa della quale famiglie hanno perso l’auto, mobili, effetti personali. Violenze meteo che, però, ai tempi nostri paiono sempre più frequenti.

Paolo Pradolin
Paolo Pradolin
Vice Direttore di questo giornale. Laurea in Psicologia, giornalista e conduttore radiofonico. Una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Facebook
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La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Mi ricordo che tra la fine degli anni 70 e gli 80 Mestre andava spesso sott’acqua bastava un temporale forte , molto meno forte di quello di ieri e si andava sotto .
    Mestre dagli anni 60 è cresciuta a dismisura palazzi sono spuntati come funghi e il sistema fognario non seguiva la velocità con cui si ampliata la città…. dopo decenni finalmente sono cominciati i lavori laminatoi e bacini saranno presto conclusi e speriamo che Mestre non vada più sotto anche con eventi estremi come quello di ieri

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