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Dramma della separazione, mamma spara al figlio con un fucile da caccia e si uccide

Una storia lacerante, che parla di una famiglia divisa, ma in cui c’è una sola vittima vera, un bambino, finito al centro di una storia più grande di lui, che ha dovuto vivere in maniera impotente, fino alla sua morte.
Giosuè frequentava la prima elementare ed era un “bimbo conteso”, secondo la prima ricostruzione, ucciso dalla mamma finita in un contrasto logorante con il padre.

Lorenzo L., il papà di Giosuè, era l’ex convivente di Laura Paoletti. Le cose non erano andate bene e da un anno si erano separati. I rapporti tra i due sono erano peggiorati in maniera esponenziale.
Il padre voleva vedere il bambino, la madre non voleva. Lui si era rivolto al Tribunale civile, lei ai carabinieri presentando una denuncia per stalking verso l’uomo. Ma non sarebbero stati ravvisati elementi tali da far scattare l’indagine della procura.

«Il padre voleva solo stare con il figlio. Lei non era d’accordo. E lui andava all’uscita di scuola per aspettarlo e incontrarlo. Ma lei aveva un rapporto strettissimo, quasi morboso, nei confronti di Giosuè. E voleva con lui un legame esclusivo. Lui immaginava che sarebbe accaduto e aveva resistito il più a lungo possibile, anche se il rapporto tra loro era logorato. Ma poi non ce l’ha fatta più e si sono divisi», spiega il difensore di lui, Elena Sacchi.

L’epilogo.

Laura Paoletti, donna e madre di 32 anni, ha rivolto l’arma, un fucile da caccia, verso il figlioletto, e poi si è sparata a sua volta. E’ l’omicidio-suicidio lo scenario sempre più concreto, secondo i carabinieri che stanno indagando sull’episodio, avvenuto in un appartamento al piano superiore di uno stabilimento di Sambucheto, nella zona industriale di Recanati.

La porta di casa era chiusa, il fucile era accanto al corpo di Laura Paoletti, in una posizione tale da far pensare che, dopo aver sparato al volto del piccolo Giosuè, si sia messa l’arma sotto il mento prima di far partire l’ultimo colpo. Nessuno si è accorto di nulla, in un’area ricca di fabbriche e poco frequentata il sabato mattina.

L’omicidio-suicidio è stato scoperto intorno alle 14 dal padre della donna al rientro a casa: lei e il bambino abitavano con lui temporaneamente, in attesa di trasferirsi in una casa in campagna in via di ristrutturazione. Nel passato recente di Laura una relazione complessa con Lorenzo L., padre del bimbo, geometra. Una relazione non arrivata mai pienamente ad una vera e propria convivenza, ma in compenso approdata ad una burrascosa rottura, con accuse reciproche e, da parte di lei, denuncia per stalking nei confronti dell’ex compagno.

Il bambino, il piccolo Giosuè, era forse il motivo principale di tensione, la sua custodia. i tempi di frequentazione, ecc. Con l’assistenza di alcuni legali, era stato raggiunto da poco un accordo in base al quale l’uomo poteva trascorrere con il figlioletto due pomeriggi a settimana. Ieri, sabato, doveva andare a prenderlo intorno alle 16. Ma Giosuè non c’era più.
Il padre ha ricevuto la notizia della tragedia, portata dai carabinieri. Gli investigatori lo hanno sentito, ma il suo alibi lo escluderebbe da responsabilità. Per sapere di più sulle possibili motivazioni della tragedia ci vorrà più tempo.

La polizia scientifica e il medico legale Mariano Cingolani stanno compiendo gli accertamenti nell’appartamento. Finora non sono stati trovati biglietti o messaggi.

Paolo Pradolin
14/02/2016

(cod omicisui)

Riproduzione Riservata.

 

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