In pontile con certificato ‘Covid positivo’: panico a San Marco

ultimo aggiornamento: 29/08/2020 ore 08:05

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Dorme in pontile con certificato ‘Covid positivo’: a San Marco si scatena il panico

A Venezia, San Marco, zona San Zaccaria, l’altra mattina si è scatenata un’ondata di panico collettivo che, date le premesse, non si può definire ingiustificata.

Attorno alle 9 del mattino, all’interno di in uno dei pontili di ‘San Zaccaria Jolanda’, disteso su una panca, c’era un giovane che dormiva. I pochi effetti personali posti sotto la testa come cuscino, da cui erano scivolate fuori delle carte, tra l’altro.


Il giovane, sul tipo turista-senza fissa dimora, come se ne incontrano tanti in città in questo periodo, dormiva profondamente chissà da quando dato che ormai la città è in qualche modo abituata anche a questo tipo di ‘frequentatori’ tanto che la cosa passa per diverso tempo quasi inosservata.

La gente di passaggio, quindi, non si è curata molto della cosa, finché una signora non ha buttato l’occhio sulle carte a terra che si rivelavano certificati medici, dove ha letto: ‘Covid positivo‘. La signora, spaventata, ha dato l’allarme avvisando un’altra donna che arrivava, e poi , a loro volta, altri passanti ed è stato fuggi-fuggi dal pontile.

Quanto visto non lasciava adito a dubbi alla decina di persone che si era formata: sopra le altre carte era stato visto un certificato di un pronto soccorso di due giorni prima con la dicitura incriminata.


Immediatamente è scattato l’allarme con telefonate ai carabinieri, Suem e centrale operativa dei vigili.
Ed infatti ad intervenire, poco dopo, è stata la Polizia locale.

L’uomo, disturbato dal suo sonno dagli agenti, si è acceso una sigaretta, ha parlottato con la pattuglia intervenuta che dopo poco, però, se ne è andata. Così come il giovane che ha raccolto le sue cose e si è allontanato liberamente.

Secondo quanto riferito dalle persone presenti che ci hanno raccontato l’accaduto, l’ipotesi era che gli agenti non avrebbero potuto controllargli le carte non avendone il potere giuridico, ne’ tanto meno avrebbero potuto trattenerlo.

turista sbandato fuma sigaretta davanti vigili polizia locale nostra 680

E’ notorio che la documentazione sanitaria è coperta dal livello più alto di privacy e si può immaginare che per procedere ad una perquisizione o per intimare di esibire la propria documentazione clinica debba servire un ordine di un magistrato, o quantomeno l’ipotesi di un reato. In questa ottica, non sarebbe nemmeno possibile trattenere il giovane: un fermo di polizia o una richiesta di trattamento sanitario obbligatorio non aveva presupposti senza prova certa, non avendo potuto verificare gli incartamenti, prova certa necessaria anche alla luce del “nuovo” reato di epidemia colposa.
Questa la ricostruzione delle persone presenti che hanno assistito attonite all’allontanamento tranquillo e sereno del ‘presunto positivo’.

In realtà, sentito il Comando della polizia locale, la storia era molto più semplice e differiva dal racconto dei presenti. “La persona è stata identificata e a suo carico è stata elevata una sanzione per violazione al Regolamento di Polizia e Sicurezza Urbana. Per quanto concerne la “positività”, tutti gli accertamenti per “Coronavirus” hanno dato esito negativo”.

Non è stato possibile sapere quali fossero gli accertamenti eseguiti dai due agenti, ma è certo che questa è la versione ufficiale su cui non si possono avere dubbi.

Ciò non toglie che i presenti, che sono comunque rimasti nella convinzione di ciò a cui avevano assistito, si dichiaravano alla fine “sconcertati”.

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