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Dolo, ragazza vaccinata con vaccino sbagliato e scaduto. L’Ulss 3: “Ci siamo subito scusati”

Le vaccinazioni sono una procedura fondamentale per la prevenzione alle grandi malattie, ma se qualcosa va storto si corre il rischio di procurare danni anziché apportare benefici. All’Ufficio Vaccinazioni di Dolo (Ulss 3 Serenissima) qualcosa deve essere andato storto se ad una ragazza è stato inoculato un vaccino sbagliato, con data di scadenza superata per […]

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Meningite, anche in Veneto richieste di vaccino aumentate drasticamente

Le vaccinazioni sono una procedura fondamentale per la prevenzione alle grandi malattie, ma se qualcosa va storto si corre il rischio di procurare danni anziché apportare benefici.

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All’Ufficio Vaccinazioni di Dolo (Ulss 3 Serenissima) qualcosa deve essere andato storto se ad una ragazza è stato inoculato un vaccino sbagliato, con data di scadenza superata per di più.

La mamma della minore ha raccontato di essersi rivolta ad un legale per procedere contro l’Ulss 3, con il sostegno del Tribunale del malato.

La signora ha raccontato di aver regolarmente fissato un appuntamento con l’ufficio Igiene di Dolo per l’ultimo vaccino previsto dalla legge, il “pentavalente” contro malattie come pertosse, difterite, tetano, epatite B e poliomielite.

Il 16 maggio si è presentata con la figlia all’ambulatorio dove è stata eseguita la vaccinazione.

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Parlando con il medico successivamente per le informazioni generali, però, la donna ha capito che il sanitario si riferiva ad un altro vaccino, di tipo pneumococcico.

Emerso l’errore il medico ha ammesso di aver sbagliato e si è procurato un vero pentavalente per rifare il vaccino, ma la procedura è stata subito bloccata perché il sanitario si è accorto che la sostanza somministrata per prima era scaduta da un mese e mezzo.

Il medico ha comunque rassicurato la signora dicendo che non ci sarebbero stati problemi. Poi, mentre madre e figlia tornavano a casa, hanno ricevuto anche la telefonata di un responsabile del Dipartimento che si è nuovamente scusato assicurando che la figlia non avrebbe avuto conseguenze e comunque sarebbe stata monitorata gratuitamente.

La madre, però, dopo averci pensato su qualche giorno, si è rivolta al Tribunale del malato e a un avvocato. Si è decisa a procedere perché convinta che chi si rivolge a una struttura sanitaria abbia diritto di trovare la massima sicurezza e tutela.

La direzione dell’Ulss 3, ieri, ha dichiarato che ha preso i dovuti provvedimenti nei confronti dell’operatore sanitario che non ha controllato adeguatamente la somministrazione del vaccino, precisando che l’Azienda si è subito scusata con la famiglia garantendo che non c’è alcun rischio di tipo sanitario.

Nonostante le rassicurazioni, le scuse e l’offerta di fare ulteriori controlli gratuiti alla minore, però, resta la sensazione di fatti che non dovrebbero accadere.

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