Dimitris Papaioannou all’Accademia di Belle Arti per “Teatralmente Parlando”.
Il coreografo di fama mondiale sarà ospite dell’Accademia delle Belle Arti di Venezia per la rassegna. L’artista-performer e regista greco è oggi uno dei quattro coreografi più importanti al mondo e sarà protagonista di un incontro con gli studenti martedì 9 aprile alle 14:30 in Aula Magna
L’edizione 2023-2024 di Teatralmente Parlando, la rassegna organizzata dalla Scuola di Scenografia e Costume dell’Accademia di Belle Arti di Venezia che porta tra gli studenti i protagonisti della scena contemporanea, prevede come evento di punta martedì 9 aprile 2024 alle 14:30 nell’Aula Magna della sede centrale degli Incurabili, alle Zattere, con l’incontro con Dimitris Papaioannou, artista greco considerato uno dei quattro coreografi più importanti al mondo.
La rassegna è curata da Lorenzo Cutuli, coordinatore della Scuola di Scenografia e Costume dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, in collaborazione con Elena Barbalich, docente titolare della cattedra di Regia ed Erica Faccioli, docente titolare della cattedra di Storia dello Spettacolo. Tutti gli incontri sono liberi e aperti a tutti gli studenti.
Papaioannou ha curato concept e regia per la Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici estivi di Atene 2004 ed è stato il primo artista greco a ricevere il Premio Europeo del Teatro (2017); è stato nominato due volte per l’Emmy Award (2016) e due volte per l’Olivier Award (2019 e 2022). Le sue creazioni più recenti hanno viaggiato nei quattro continenti in oltre 30 paesi e oltre 51 città.
Teatralmente Parlando si concluderà martedì 21 maggio 2024, sempre alle 14:30, con il doppio incontro con la drammaturga, regista e attrice Julie Timmerman e con Stephane Resche, traduttore e attore. Otto gli appuntamenti proposti in questo anno accademico, che hanno spaziato dalla scenografia alla regia e dalla recitazione alla musica con professionisti del calibro di Daniele Abbado, Ottavia Piccolo, Damiano Micheletto e Fabio Vacchi.
Biografia
Nato ad Atene nel 1964, Dimitris Papaioannou è stato studente del famoso pittore greco Yannis Tsarouchis e ha ottenuto i primi riconoscimenti come pittore e fumettista, prima di concentrarsi sulle arti dello spettacolo come regista, coreografo, interprete e designer di scenografie, costumi, trucco e illuminazione.
Negli ultimi sette anni, Dimitris Papaioannou è diventato il primo artista greco per le arti performative ad imporsi nella scena artistica internazionale come autore, con le sue creazioni coprodotte e commissionate a livello internazionale e registrando il tutto esaurito in lunghe tournée nei festival più rinomati e nei teatri del mondo.
Papaioannou è considerato “uno dei quattro coreografi più importanti a livello mondiale” (Le Figaro), “un magistrale mago e visionario teatrale” (The Times), “il coreografo più originale del nostro tempo” (La Repubblica), e “un maestro delle contraddizioni”, le cui creazioni “incrociano la bellezza con il disgusto, la meraviglia e la commedia” (The Guardian), e sono un “atto di magia artistica creato davanti ai nostri occhi” (New York Times).
Le sue creazioni più recenti hanno viaggiato nei quattro continenti in oltre 30 paesi e oltre 51 città. La sua prima produzione internazionale con dieci coproduttori, incluso il Festival di Avignone, “Il grande domatore” (2017), ha goduto di 112 rappresentazioni viste da 70.000 spettatori e “Transverse Orientation” (2021), sopravvissuto alla pandemia, è stato presentato per 108 rappresentazioni a 80.000 spettatori. spettatori. Il suo ultimo lavoro, “INK” (2020), dopo 22 città, 16 paesi e oltre 60.000 spettatori, concluderà il suo tour mondiale nel maggio 2024 a Parigi al Théâtre de la Ville.
È il primo artista a creare un’opera per il Tanztheater di Wuppertal dopo la morte di Pina Bausch.
Papaioannou è uno dei rari casi in cui l’artista presenta nel suo corpus di opere creazioni che vanno dalle risorse minime, “Primal Matter” (2012), e dalle dimensioni più ampie come ad Atene 2004, per la Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici estivi, dove ha curato il concept e la regia.
È il primo artista greco a ricevere il Premio Europeo del Teatro (2017) ed è stato nominato due volte per l’Emmy Award (2016) e due volte per l’Olivier Award (2019 e 2022).
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google