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Crisi acqua in Veneto: ecco primi interventi per fermare il cuneo salino

Crisi acqua in Veneto: quasi 5 milioni per fermare il cuneo salino. I denari sono legati ad interventi per fronteggiare la risalita del cuneo salino nei fiumi Po e Livenza. Si tratta dei primi interventi del piano contro l’emergenza idrica del Veneto, corrispondenti a 4,8 milioni di euro, assegnati dal Governo. Lo riferisce il presidente […]

Crisi acqua in Veneto: quasi 5 milioni per fermare il cuneo salino. I denari sono legati ad interventi per fronteggiare la risalita del cuneo salino nei fiumi Po e Livenza.

Si tratta dei primi interventi del piano contro l’emergenza idrica del Veneto, corrispondenti a 4,8 milioni di euro, assegnati dal Governo.

Lo riferisce il presidente della Regione e Commissario delegato, Luca Zaia, che ha inviato il dettaglio alla Protezione civile nazionale.

“Rassicuro – precisa Zaia in una nota – che comunque tutti gli enti gestori sono impegnati, stanno realizzando e programmando azioni e opere nell’intero territorio veneto, in particolare su pozzi e sorgenti”.

Nel piano regionale, il Soggetto Attuatore coordinatore, Nicola Dell’Acqua, avvalendosi delle strutture tecniche di Viveracqua e degli enti e delle amministrazioni coinvolte nell’emergenza, ha declinato i primi interventi emergenziali, già in parte portati a termine e in corso di realizzazione per tentare di arginare l’emergenza siccità di questa estate.

“Seguiranno – aggiunge Zaia – indicazioni dettagliate di tutte le opere che vogliamo mettere in atto per far sì che in futuro possiamo essere nelle condizioni migliori per affrontare l’eventuale nuova crisi idrica”.

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Questi i principali interventi previsti dal piano: interconnessione tra la centrale di Ponte Molo (Rovigo) e il Mosav, che garantisce la potabilizzazione dell’acqua senza dover ricorrere al prelievo dal fiume Po (2,8 milioni); stabilizzazione della condotta del canale Brian a Torre di Mosto (Venezia) per garantire acqua potabile a Caorle (300.000 euro); attivazione del pozzo a Camazzole (28.000 euro); terebrazione nuovo pozzo a Marcesina (Vicenza) (77.000 euro); intervento su sorgenti a Crespadoro (Vicenza) (250.000 euro); riattivazione del pozzo di Lazise (Verona) e interconnessione (57.000 euro); interconnessioni ad Arzignano (Vicenza) (123.000 euro).

Il resto degli importi stanziati è relativo a interventi in emergenza su sorgenti e pozzi, forniture idriche con autobotti e dissalatori, in tutte le province.

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