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lunedì 18 Ottobre 2021

Covid oggi: numeri in ribasso. In Veneto ospedali fermano attività non urgenti

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"La mia divisa a terra". Lo sfogo dell'operatore sanitario

Covid: oggi numeri in ribasso in Italia. Con differenze più o meno evidenti tra regioni, la tendenza pare mostrare che la salita rallenti.
Sono 32.616 i nuovi casi di positività al coronavirus nelle ultime 24 ore (7.195 in meno rispetto a ieri).
Le vittime sono 331 (94 in meno rispetto a ieri).
Sono stati 191.144 i nuovi tamponi effettuati, circa 40mila in meno.
Questi i dati ufficiali diffusi dal ministero della Salute oggi, domenica 8 novembre.
Complessivamente sono 935.104 i contagiati, comprese vittime e guariti, mentre il totale dei morti è di 41.394.
Per quanto riguarda la nostra Regione, più sotto i dati del Veneto di oggi.
Covid oggi in Veneto.

In Veneto si sono registrati altri 3.362 casi e 6 decessi nelle ultime 24 ore.
Negli ospedali veneti risultano oggi 567 nuovi ricoveri, di cui 6 nei reparti di terapia intensiva.
Si tratta quindi di un’altra giornata con oltre 3.000 nuovi casi di contagi da Coronavirus in Veneto.
Secondo il Bollettino regionale, si registrano 3.362 nuovi positivi, che portano il totale dall’inizio della pandemia a 79.269.
Gli attuali malati sono 50.970.
Da ieri si registrano inoltre 6 nuovi decessi, con il totale a 2.574.
Rallenta la pressione ospedaliera, con 57 nuovi ricoveri nei reparti non critici, cifra che porta il totale a 1.467 con 6 nuovi ricoveri nelle terapie intensive (193 ricoverati totali).
La situazione in Veneto, per quanto definita non grave dal presidente Luca Zaia, ha già comportato le prime chiusure ospedaliere.
Il Veneto, secondo quanto confermato dall’assessore Lanzarin, entro pochi giorni sarà nella ‘fase 4’ del piano di sanità Covid, per questo sono già arrivate le prime chiusure.
Sospese le visite in libera professione ‘intramoenia’ e tutte le visite non urgenti: in Veneto è stata disposta la sospensione dell’attività intramoenia e delle visite specialistiche ambulatoriali delle strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate, ad eccezione delle prestazioni urgenti.
E’ tutto stabilito nella circolare della Regione in relazione al piano di emergenza per la lotta al Covid-19.
Vengono garantite, sia come prime visite specialistiche che di controllo, l’attività in ambito:
materno-infantile, oncologico, malattie rare e non rinviabili per il quadro clinico dei pazienti.
Le Aziende sanitarie, sulla base delle priorità, del fabbisogno e della ridotta capacità produttiva, possono concordare con le strutture private accreditate la possibilità di erogazione di altre tipologie di prestazioni.
Alle aziende viene rinnovata infine l’indicazione di implementare l’erogazione di servizi in modalità di telemedicina, e di ampliare il più possibile i servizi telefonici e on line.
Per l’attuazione di queste disposizioni viene fissato il limite ultimo del 10 novembre.
Il Veneto ha annunciato il nuovo step dopo che aveva disposto in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private accreditate “la sospensione di ogni attività chirurgica programmata

che preveda il ricorso in terapia intensiva post-operatoria”, fatta eccezione per le emergenze-urgenze, come gli interventi per incidenti, ictus e infarti”.
“Questo – ha spiegato l’assessore alla sanità, Manuela Lanzarin – per non occupare, con attività ‘programmate’, posti nelle terapie intensive.
(articolo: coronavirus/covid, veneto 081120)

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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