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giovedì 05 Agosto 2021

Covid e lockdown cambiano la vita: più alcol e più sedentari

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Covid e lockdown cambiano la vita: i sospetti percepiti da semplici intuizioni confermati da uno studio scientifico.
E’ ora certo che mesi di pandemia hanno cambiato gli stili di vita sia sul fronte pratico che emotivo, come si intuiva.
Il numero di sedentari tra gli ultra65enni cresce e la quota di donne che fa un consumo moderato di alcol, mentre quasi un italiano su quattro (il 23% degli adulti) dichiara di aver vissuto la pandemia in modo emotivamente doloroso.
Persone che hanno avuto esperienze diretta a causa di lutti in famiglia o fra amici cari soprattutto, o perché hanno subito perdite economiche.
E’ tutto contenuto nell’ultimo aggiornamento dei dati delle sorveglianze Passi e Passi d’Argento realizzati dalle Aziende Sanitarie Locali (Asl), in collaborazione con le Regioni e coordinati a livello nazionale dall’Istituto Superiore di Sanità e pubblicati nel Rapporto “Passi e Passi d’Argento e la pandemia Covid-19”.
I dati sono il risultato di due nuove domande del modulo Covid, adottato per il campione di interviste realizzate fra agosto e dicembre 2020.
Il 23% degli adulti ha dichiarato di aver ripensato, negli ultimi 30 giorni, all’esperienza vissuta e legata alla pandemia in maniera dolorosa, ovvero il ‘pensiero intrusivo’, risultato più frequente fra le donne, fra le persone più mature, fra i più svantaggiati, per difficoltà economica o per bassa istruzione e fra i residenti del Centro-Sud.
Ma anche fra chi ha sintomi di depressione o ha una salute compromessa ed è affetto da almeno una patologia cronica, oltre che per chi ha vissuto in maniera diretta la pandemia.
Il pensiero intrusivo tra gli ultra65enni è riferito dal 34% degli intervistati.
In riferimento agli stili di vita, se fra gli adulti si riduce la quota di sedentari, perché aumenta l’attività fisica nel tempo libero, tra gli anziani, al contrario, si registra un aumento significativo della quota di sedentari nel periodo pandemico rispetto agli stessi mesi del 2019, che sale dal 40% del 2019 al 43% nel 2020.
E per il consumo di alcol nella popolazione ultra 65enne si registra un incremento statisticamente significativo della quota complessiva di persone che riferisce di consumarlo, che passa dal 39%, osservato negli stessi mesi del 2019 al 45% del 2020.
Questo aumento è totalmente attribuibile ad un aumento di consumo moderato (non più di una unità alcolica al giorno) nelle donne

che passa da 17% del 2019 al 25% del 2020.
Complessivamente, si legge nell’aggiornamento dei dati delle sorveglianze Passi e Passi d’Argento, tra gli adulti il trend rimane più o meno invariato dal 2018: il 17% degli intervistati 18-64 anni ha fatto un consumo di alcol a maggior rischio per la salute, per quantità e modalità di assunzione, il 3% ne ha fatto un consumo abituale elevato superando le soglie di consumo medio giornaliero indicate dalle linee guida internazionali, l’8% risulta un binge drinker e un altro 9% ha consumato prevalentemente alcol fuori pasto.
Il consumo di alcol a rischio resta una prerogativa delle classi socialmente più avvantaggiate, per reddito o per istruzione, residenti nel Nord Italia ed è maggiore fra gli uomini.
Questi nuovi dati si aggiungono a quelli diffusi alla fine dello scorso anno in cui si evidenziava che due persone su tre sono disposte a vaccinarsi contro il Covid con una percentuale che sale tra gli anziani (84%) e i 18-34enni (76%); che per il 32% degli italiani sono peggiorate le risorse economiche, ma nella fascia 35-49 anni la quota sale al 36%; e che la quasi totalità degli intervistati afferma di indossare “sempre” la mascherina nel caso di uso dei trasporti pubblici e nei locali pubblici, senza distinzione di età genere o condizioni sociali.

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