Coulibaly, come i due fratelli, corre verso il martirio, la sua fidanzata riesce a fuggire

ultimo aggiornamento: 10/01/2015 ore 06:59

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del terrorista coinvolta in un tamponamento.
«Non c’è alcun legame con Charlie Hebdo», si erano affrettate a dichiarare le autorità. Invece c’era, e noi l’avevamo detto.

Coulibaly parla con una televisione: «Ci siamo sincronizzati, io e i fratelli Kouachi». Stavolta è addirittura lui a prendere l’iniziativa di chiamare i giornalisti, vuole essere messo in contatto con la polizia e con Hollande.
Coulibaly fornisce dettagli delle operazioni: «Ci siamo divisi i compiti, a loro Charlie Hebdo, a me i poliziotti». Aggiunge di essere affiliato allo Stato islamico.

Coulibaly non è solo, con lui c’è la compagna e complice Hayat Boumeddiene, 26 anni.


A questo punto, verso le 15, la Francia è psicologicamente fragile per i due fronti aperti che stanno impiegando più di 80mila uomini, quando all’improvviso sembra che se ne apra un terzo.
La polizia ha la segnalazione di un uomo armato tra la spianata del Trocadero e la stazione del metro. Centinaia di agenti si precipitano e decine di auto accorrono a sirene spiegate. La linea 6 del metro viene interrotta, il Trocadero evacuato. Attimi drammatici di perlustrazione in una scena da film ‘day after’ e poi l’assicurazione che l’allarme era infondato. Come quello, analogo, del giono prima.
La gente è sconvolta, crede di vedere anche ciò che non è, ma nella psicologia del terrore, aggiungiamo noi, perchè non potrebbero essere affiliati ai terroristi a seminare falsi allarmi?

Intanto, oltre 80 scuole attorno il supermercato ebraico vengono chiuse, i bambini fatti uscire in fretta. Un silenzio irreale ha coperto Vincennes, tutto il traffico congelato per chilometri.

La situazione di emasse viene rotta a Dammartin, dove finalmente le teste di cuoio del GIGN entrano in azione, alle 17, su ordine diretto di Hollande. I fratelli Kouachi hanno tenuto fede al loro proposito, appena intuita la situazione hanno cercato il martirio uscendo allo scoperto e provando a uccidere ancora. Sono stati abbattuti quasi immediatamente.


Sull’onda del successo dell’azione, qualche minuto dopo i reparti speciali della polizia entrano in azione a Vincennes. Entrano dalla porta principale, alzano la saracinesca e cominciano a fare fuoco. A terra i corpi delle vittime, ma sono morte alle 13. Pochi attimi e si vede il terrorista Coulibaly correre incontro ai poliziotti e alla morte. Da un’altra porta gli ostaggi corrono disperatamente, un papà con un bambino, una donna che piange e non sa dove andare.

Tra loro, forse, c’era anche Hayat Boumeddiene, la compagna jihadista di Coulibaly, abilmente camuffata per mescolarsi agli ostaggi. Di lei si sono perse le tracce.

I tre terroristi islamici sono morti. Un video di Al Qaeda nello Yemen rivendica le azioni terroristiche, inneggia ai martiri e minaccia altri attentati, ma la Francia torna a respirare.
Hollande in tv può dire che «E’ stata l’operazione più grande dal dopoguerra in poi, e che la Francia è stata all’altezza».
Ieri sera, sull’Arco di Trionfo, una scritta si è illuminata: «Paris est Charlie».

Mario Nascimbeni

[10/01/2015]

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