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Corruzione a Venezia, l’ex giudice Casson: “Un sindaco o denuncia o è consenziente”

“Le voci non sono una notizia di reato, ma se espresse in forma specifica, un pubblico ufficiale che le raccoglie, come il sindaco Brugnaro, ha l’obbligo giuridico della denuncia, a meno che non sia consenziente”. Lo afferma al Fatto Quotidiano Felice Casson, ex magistrato, ex parlamentare ed ex capogruppo in Consiglio comunale a Venezia. In […]

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“Le voci non sono una notizia di reato, ma se espresse in forma specifica, un pubblico ufficiale che le raccoglie, come il sindaco Brugnaro, ha l’obbligo giuridico della denuncia, a meno che non sia consenziente”. Lo afferma al Fatto Quotidiano Felice Casson, ex magistrato, ex parlamentare ed ex capogruppo in Consiglio comunale a Venezia.

In caso contrario, aggiunge, “Avrebbe dovuto porsi il problema di intervenire nei confronti di Renato Boraso, un assessore della sua giunta”. Non è stupito del fatto che politica nazionale non commenti: “Anzi – aggiunge – forse qualcuno è perfino contento dell’inchiesta. Brugnaro è un personaggio di peso, che ambiva a candidature in Regione. Su alcuni temi di Venezia, come il Mose, le bonifiche, la gestione delle acque, anche il Pd non lo ha indicato come un avversario”.

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Casson nel 2015 lo aveva criticato: “Sostenni che andasse risolta la questione del conflitto di interessi tra l’imprenditore e il sindaco, a cominciare dai terreni dei Pili che aveva comperato prima di essere eletto”. All’epoca chiese “un blind trust, anche se non è un’istituzione prevista dal Diritto Italiano, anche perché né il Parlamento né il Pd vollero risolvere seriamente il conflitto d’interessi di Berlusconi”. Brugnaro “disse di aver affidato i suoi interessi a un avvocato di New York, ma nessuno riuscì a vedere l’atto. Il Consiglio comunale non ne seppe nulla, a cominciare da distribuzione dei guadagni ed esistenza di un ente terzo di garanzia. Era un ‘fondo cieco’ che in realtà ci vedeva benissimo. Bene fa la Procura a indagare. È una questione di chiarezza verso la città”. (ANSA).

Redazione Venezia
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5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Che dire in un paese che macina confitti di interesse di ogni tipo come mentine(Tv nazionali, istituti bancari e presidenza del consiglio a gogo), ci mancava un imprenditore di agenzia interinale a gestire un comune. Ma scusate dimenticavo, però uno sponsor di una squadra di pallacanestro, come allora il fu colui che gestiva una squadra di calcio……sentite cari italiani quando votate la prossima volta accendete nella testa reparto ricordi e riflessioni…….

  2. “Ho paura che abbiamo appena iniziato a scoperchiare il vaso di Pandora. Devono ancora uscire i numeri sulla ruota di Venezia, la navigazione delle linee private, i pullman e altre questioni cinesi. Quando questi nomi verranno fuori, faranno tremare le mura di Gerico.”

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